Dipendenza da Internet: Lambiase (esperto), “uso sconsigliato nei bambini”. Prevenzione e cura con “sane attività e relazioni autentiche nella vita reale”

Nei bambini non si può parlare di dipendenza da Internet, ma “se gli adulti li abbandonano con un device attraente, ne verranno sicuramente risucchiati”. Parola di Emiliano Lambiase, coordinatore della Comunità terapeutica Sisifo che a Tuscania (Viterbo) si occupa di dipendenze comportamentali. In un’intervista al Sir sulla dipendenza da Internet, l’esperto spiega che la prevenzione “è fatta di sane attività e relazioni autentiche nella vita reale. Maggiori sono, più si è protetti. Inoltre, più tardi i bambini usano la tecnologia meglio è. Come nella primissima infanzia è importante la relazione e il gioco con i genitori, crescendo diventano importanti le relazioni con gli altri l’impegno in attività gratificanti che mettano in gioco le nostre competenze”. Altra cosa fondamentale le attività “contemplative” che “richiedono pazienza, mente calma e ferma, concentrazione”. Per curare questa dipendenza Lambiase indica, oltre alla ripresa di relazioni e attività, “confini chiari all’uso dei device anche impostando degli aiuti (ad esempio filtri). Va chiesto l’aiuto di altre persone. E quando non basta c’è bisogno di una terapia strutturata. Gli adulti vengono seguiti in terapia individuale e, se necessario, anche con l’aiuto farmacologico”. In alcuni casi, per sbloccare o accelerare il percorso terapeutico è suggerito il ricovero presso la comunità a Tuscania. “Ogni terapia – conclude – è un percorso a sé ma gli elementi di base sono tre: controllo dei comportamenti problematici; attività di vita sana; lavoro su emozioni e bisogni interiori che hanno favorito l’insorgere della dipendenza”.

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