Porto Rico: 14 feriti nelle proteste contro il governatore Rosselló. I vescovi, “riflessione e dialogo”

Forti proteste sono in corso da giorni nell’isola di Porto Rico, territorio non incorporato degli Stati Uniti, contro il governatore Ricardo Rosselló, sfociate finora nel ferimento di 14 persone in scontri con la polizia e nell’arresto di tre persone. Molti i motivi dello scontento, legati a casi di corruzione che hanno coinvolto politici locali e alla mancanza di servizi adeguati, soprattutto dopo il terribile uragano del 2017. A scatenare ulteriormente la piazza, alcune affermazioni sessiste e omofobiche del Governatore, emerse dalla rivelazione del contenuto di una sua chat privata. Le accuse riguardavano alcuni personaggi politici e anche il celebre cantante Ricky Martin. In una nota, il vescovo di Caguas, mons. Eusebio Ramos Morales, giudica la condotta dei governanti “inaudita” e meritevole della “condanna più ferma possibile” da parte dei cittadini. La rivelazione del contenuto delle chat private “manifesta immaturità e incapacità di affrontare i difficili problemi che abbiamo come popolo portoricano”. Il presule invita i politici a mettere al primo posto il bene comune e a “prendere decisioni serie e coraggiose”; alla popolazione, invece, viene rivolto un invito alla “calma” e a “evitare la violenza”. Alle comunità cristiane si chiedono “riflessione e preghiera”. Un invito “alla preghiera, alla riflessione e al dialogo” viene fatto anche da mons. Daniel Fernández Torres, vescovo di Arecibo. Ieri, nel giorno della festa della Madonna del Carmine, l’arcivescovo di San Juan, mons. Roberto González Nieves, ha diffuso un tweet nel quale chiede la protezione della Vergine in un momento “così difficile e delicato”.

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