Andrea Camilleri: Baggio (Aiart), “pietra miliare per le infinite dimostrazioni di rispetto della dignità e identità del nostro Paese”

“Scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo. Uomo poliedrico e arguto, rappresentante istituzionale operoso, maestro di vita”. L’Aiart ama ricordare così Andrea Camilleri, scomparso oggi, “come serio antidoto alla tv che non fa pensare; puntualmente premiato dai telespettatori, padre indiscusso di contenuti capaci di mettere insieme cultura, informazione e spettacolo”.
“Noi vogliamo ricordarlo soprattutto per i suoi insegnamenti di vita: pietra miliare per le infinite dimostrazioni di rispetto della dignità e identità del nostro Paese; prezioso esempio delle infinite possibilità di stimolo al ragionamento”, afferma Giovanni Baggio, presidente nazionale dell’Aiart, che ricorda le parole dello scrittore siciliano: “Stiamo perdendo la misura, il peso della parola, le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce e lo si sente palpabile intorno a noi”. “Parole importanti – evidenzia Baggio – con cui Camilleri usava la sua forza mediatica per intervenire nel sociale e cercare di arrivare ai suoi lettori, soprattutto quelli più giovani: ‘Bisogna che tutti i giovani si impegnino perché il futuro sono loro, è nelle loro mani. Spero molto nelle nuove generazioni, moltissimo. Non disilludetemi!’”.
Camilleri, ricorda l’Aiart, “doveva tornare in scena alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, con uno spettacolo sulla ‘sua Autodifesa di Caino’. ‘Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano’, aveva detto più volte”.
L’Aiart rammenta anche il ritorno in scena di Camilleri, “incantando il Teatro Greco di Siracusa e il pubblico di Rai 1 con le sue ‘Conversazioni con Tiresia’, l’indovino cieco del grande mito greco”. Per l’Aiart, “uno spettacolo di qualità, un antidoto all’intrattenimento facile, al trash che popola la tv italiana. Una scelta giusta, premiata dai telespettatori”. “La sua importanza come artista e intellettuale è stata proprio in questo costante impegno nella scrittura legata alle idee, soprattutto quelle di democrazia, eguaglianza e dignità, puntando il dito sul ruolo del produttore che non è soltanto quello di produrre, fare industria e profitti ma capire che l’identità, il messaggio culturale e sociale del Paese passa anche attraverso il suo lavoro”, conclude l’Aiart.

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