Sfruttamento: Aboubakar Soumahoro (Usb) consegna dieci proposte di “eticultura” nelle mani di mons. Cacucci

Nell’incontro di questa mattina, a Bari, tra la delegazione di migranti dell’ex ghetto di Rignano Garganico, in provincia di Foggia, e l’arcivescovo di Bari mons. Cacucci, Aboubakar Soumahoro, dirigente dell’Usb, Unione sindacale di base, ha consegnato un documento di dieci punti contro lo sfruttamento dei lavoratori nei campi. “Stiamo parlando di braccianti, non di rifugiati e profughi, ma di gente che non vuole essere assistita, sia stranieri che italiani. Chiediamo all’arcivescovo Cacucci di farsi interprete tra noi e Regione Puglia. Se abbiamo scelto una chiesa per la nostra protesta è perché il mercato ha preso il sopravvento sulla dignità umana. Per questo siamo venuti con la certezza che qui c’è ascolto”, ha detto il sindacalista. Nel documento ci sono dieci proposte su lavoro e eticoltura, “una agricoltura che possa dare dignità alla dimensione etica”. Nel documento lavoratori stagionali e il sindacato di base chiedono eguale dignità e uguale salario, rispetto degli oneri (salariali e previdenziali) a carico dei datori di lavoro, regolarizzazione dei migranti e profughi, nonché l’abrogazione della legge Bossi-Fini. Inoltre nel documento si avanza la proposta di un inserimento abitativo per i lavoratori stagionali o stanziali, “fuori da ogni forma e logica di ghettizzazione sociale e spaziale”, il consolidamento del “Tavolo permanente interministeriale e interistituzionale”, una vera lotta al caporalato, “anche quando mascherato da agenzie di intermediazione”, la gestione pubblica e trasparente dei reclutamenti e una gestione pubblica delle procedure di certificazione e di controllo. Infine, l’ammissibilità delle aziende agricole ai contributi europei sulla base del rispetto documentato dei doveri dei datori di lavoro verso i lavoratori e l’iscrizione all’anagrafe per i titolari di permessi di soggiorno.

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