Risparmio: necessario più educazione finanziaria. Gros Pietro (Intesa), “deposito in conto corrente è una tradizione italiana”

È necessaria più educazione finanziaria e più attenzione al risparmio, anche se la situazione è migliore rispetto a qualche anno fa. È il messaggio lanciato oggi nel corso della presentazione dei risultati dell’edizione 2019 dell’Indagine sul risparmio di Intesa Sanpaolo e Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi. Un’esigenza resa ancora più impellente dalla difficile situazione economica che accresce la necessità di investimenti. “Dall’indagine – ha spiegato Gian Maria Gros Pietro, presidente dell’istituto intervenendo nel corso della presentazione –, emerge prima di tutto una constatazione positiva: crescono le persone che riescono a risparmiare e sono a proprio agio con il loro reddito”. Gros Pietro ha però sottolineato che “la crisi ha reso i risparmiatori più cauti”, il presidente della banca ha spiegato infatti che “dopo l’acquisto della casa prediligono la liquidità: metà di tutto il risparmio finanziario degli italiani è tenuto in forma liquida sui conti correnti. E certamente una forma di precauzione, ma non la migliore, perché costa e non rende”.
Da qui la necessità di una maggiore educazione finanziaria. “C’è in Italia un grandissimo bisogno di investimenti – ha detto Gros Pietro –, perché la domanda non sostiene la capacità di produzione. Quando pensiamo al futuro, il risparmio è il primo passo, ma se le risorse rimangono non investite, non necessariamente producono ciò che occorre per migliorare il futuro, se non a livello individuale, certamente a livello collettivo, nell’ottica dello sviluppo della società”. Ed è qui, secondo la banca, che occorre intervenire: “Il risparmio in conto corrente è una tradizione italiana, una parte crescente di clienti si avvale sempre più degli strumenti mobili, sta a noi facilitarli nello scegliere forme di risparmio più remunerative: ci stiamo lavorando”.

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