Parlamento Ue: voto contrario a von der Leyen da sovranisti, sinistra unitaria e “brexiteers”

foto SIR/Marco Calvarese

(Strasburgo) “Riteniamo che lei non sia in grado di rispondere ai requisiti necessari per questo ruolo”: è la posizione di Identità e democrazia (Id), espressa dal vice-presidente Jörg Meuthen (Afd), che afferma come “la lunga lista di proposte” illustrate sia “contradditoria”, le “promesse vaghe”, manchi una visione. I 73 voti Id quindi non le saranno accordati. Sospesa invece la scelta di Conservatori e riformisti (Ecr, 62 voti) espressa dal capogruppo Raffaele Fitto: sono “cambiate le sue posizioni” rispetto agli incontri della settimana passata, ma il gruppo chiede chiarimenti sul meccanismo sullo stato di diritto, le politiche ambientali (data la diversità delle situazioni nazionali), il salario minimo (“con quali risorse?”).

Il no è chiaro nelle parole di Martin Schirdewan, capogruppo della sinistra di Gue/Ngl (41 voti): bisogna “smettere le pratiche di austerità”, “serve un’offensiva sociale”, vaghe le proposte sulle politiche fiscali, è all’orizzonte una “militarizzazione della politica estera” con l’insistenza sull’esercito europeo, mentre servirebbe una “conferenza internazionale sul disarmo”, alcuni dei punti sottolineati da Schidewan. Ultimo a intervenire per i gruppi politici è Nigel Farage, a nome dei Non iscritti: “Dopo il suo intervento Brexit è ancora più popolare” afferma Farage, facendosi portavoce di alcuni tra i non iscritti. Farage invita a votare contro Ursula von der Leyen e a “dare un pugno a vantaggio della democrazia”. Anche perché il progetto è di “costruire una forma aggiornata, centralizzata, non democratica di comunismo”.

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