Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “l’indifferenza pietrifica la coscienza, città bisognosa di essere trasfigurata”

“È l’amore che la fa uscire dagli alienanti agi e dagli instabili poteri dei palazzi per andare incontro alla ‘sublimazione dell’amore’, all’amore sublimato”. Lo ha detto stamani l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nell’omelia della messa celebrata nel municipio, alla presenza delle istituzioni locali, alla vigilia della festa della patrona della città, santa Rosalia. Il presule ha rivolto un “appello” a “venire via” dal “nostro mondo sovente così chiuso, ad alzarci, a far esplodere la vita e l’amore”. “Ad alzarci dai nostri esili mentali, a venir fuori dagli angusti confini di patrie paradisiache proiettate per rinchiuderci in false sicurezze, precludendoci così la feconda bellezza del ‘rischio dell’altro’”. Nelle parole dell’arcivescovo la certezza che “è l’amore che fa rinascere il mondo, l’amore ‘trasforma’ le stagioni rigide e crepuscolari della storia e accende stagioni assolutamente nuove e diverse!”. Consapevole che “l’odio separa, allontana, elimina, distrugge, aggredisce, annega l’altro nell’indifferenza, lo fa entrare in un persistente declino invernale”, il presule ha indicato l’esempio di Rosalia, che “è mossa dall’amore ‘concreto e altro’ di Dio”. “Rosalia accoglie l’invito dell’Amato ad uscire dalla prigionia mentale e culturale dove, inconsapevolmente, correva il rischio di rimanere imprigionata; a non farsi prendere dalla peste che ammorba il cuore, dal contagio devastante dell’indifferenza e dell’insensibilità che pietrifica la coscienza e obnubila la mente”. Infine, mons. Lorefice ha segnalato nell’“amore per Dio e per gli altri” “l’olio necessario per alimentare il senso più vero della vita, del nostro essere su questa casa comune che è la terra, dentro questa nostra città così bisognosa di essere trasfigurata nelle sue vie, nei suoi quartieri, nelle sue case, nelle sue montagne e nelle sue spiagge, nei volti di quanti la abitano, nelle relazioni, nelle famiglie, nelle scelte politiche e amministrative, nelle chiese, nelle appartenenze religiose, nelle sedi della burocrazia e nelle strutture sanitarie, nei luoghi dello sport e del tempo libero”.

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