Brexit: Reggiani (Univ. Cattolica), “solidità e continuità della presenza dell’Europa sulla scena dell’esperienza e della cultura britannica”

“L’interminabile chiacchiericcio mediatico dei nostri giorni sulle conseguenze del referendum sulla cosiddetta Brexit rischia spesso di far passare in secondo piano la solidità e la continuità della presenza sulla scena dell’esperienza e della cultura britannica di ciò che possiamo definire sinteticamente Europa”. Lo scrive Enrico Reggiani, docente di Letteratura inglese e Cultura e civiltà dei Paesi di lingua inglese presso la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ultimo numero di “Vita e pensiero”, rivista di cultura fondata dall’Università Cattolica. L’insegnante cita un esempio, a sostegno della sua tesi, cioè una “celebre frase pronunciata in un discorso alla Camera dei Comuni nel 1971” da Edward Heath, leader del Partito Conservatore e protagonista politico dotato di “esperienza ed entusiasmo senza rivali per l’unità europea”. Poi, il riferimento a “cinque sostantivi astratti riferibili alla qualità o al fatto di essere europeo”. “Tale prolificità eurolessicale, che andrebbe più adeguatamente approfondita in sede politico-culturale, non è ovviamente fine a sé stessa – spiega Reggiani -. Al contrario, ha radici profonde in altre risorse linguistiche, autonome e storicamente differenziate, con cui la cultura britannica designa il Vecchio Continente”. Infine, il docente si sofferma anche sui sostantivi Europa e Europe, spiegando che “la forma ‘classica’ del primo aspira a riecheggiare i sentieri universali del Mito, evocando la leggenda della fanciulla rapita da Giove. Invece, la forma ‘moderna’ del secondo tende a designare un particolare del paesaggio della storia”.

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