Vita consacrata: scuola, famiglia e pastorale al centro del Capitolo generale delle salesiane oblate del Sacro Cuore

“Siamo nate per rispondere a povertà materiali, di bambini soprattutto. Oggi siamo affianco a bambini ricchi di cose ma poveri di valori affettivi e vita familiare”: a parlare è suor Graziella Maria Benghini, superiora generale delle salesiane oblate del Sacro Cuore, di cui è in corso il Capitolo generale XI nella casa generalizia di Tivoli. “Con Maria, vera oblata, scelte per essere sante e immacolate… inviate nel mondo per essere profezia di gioia, speranza, carità” è il tema dei lavori, con momenti di riflessione, preghiera e verifica. Al centro, anche le sfide attuali per le circa 300 suore che operano in 47 case in Italia e nelle comunità in Bolivia, Perù e Malta. “Scuola dell’infanzia e pastorale nelle parrocchie sono i nostri primi campi di missione – spiega al Sir la superiora generale –. Il sistema scolastico oggi impone regole che rubano spazio alla carità e l’aiuto economico è limitato. Nonostante ciò, operiamo ogni giorno con i ‘figli di questo tempo’ che, tra separazioni familiari e conseguenti sofferenze, siamo chiamate ad accogliere donando un senso di famiglia e un cuore materno”. Le salesiane oblate del Sacro Cuore sono chiamate anche una missionarietà itinerante nelle nuove ‘unità pastorali’: “Il fondatore mons. Giuseppe Cognata ci chiese di raggiungere le realtà più piccole e abbandonate. Oggi facciamo rete tra famiglie e parrocchie, catechesi in carcere, orientamento vocazionale. Il nostro resta un apostolato piccolo e capillare. Andiamo incontro agli altri anche nei bisogni quotidiani e contingenti”, conclude suor Benghini.

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