Migranti: Unhcr-Impact, in Libia 663mila rifugiati, in aumento arrivi dal Ciad. “Senza rimozione cause, continueranno i flussi”

Le Nazioni unite stimano che in Libia risiedano 663mila rifugiati e migranti. Di questi, 412mila hanno bisogno di assistenza umanitaria, soprattutto dopo i recenti attacchi nei centri di detenzione per rifugiati e migranti a Tripoli e Tajoura. Lo rivela il report “Mixed Migration Routes and Dynamics in Libya in 2018” diffuso oggi da Unhcr e basato su quasi 600 interviste condotte da Impact initiatives. Sulla scorta di queste interviste, il report evidenzia che la migrazione mista attraverso la Libia non si è arrestata, ma le rotte si sono evolute e diversificate, gli arrivi dal Ciad sono aumentati e sono riemersi nuovi luoghi di partenza. La situazione dei rifugiati e dei migranti dell’Africa occidentale e centrale sembra essersi deteriorata a causa della crisi di liquidità della Libia, mentre rifugiati e migranti dall’Africa orientale riferiscono di essere spesso tenuti prigionieri contro la loro volontà. Le cause alla base dei flussi migratori verso la Libia sono rimaste sostanzialmente invariate. Il report sottolinea che “fino a quando le cause alla radice della migrazione non verranno affrontate, le persone continueranno a muoversi alla ricerca di un rifugio sicuro o di opportunità di lavoro migliori. In mancanza di alternative, questi driver continueranno ad attrarre rifugiati e migranti in Libia”.

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