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Vincent Lambert: responsabili religiosi di Reims, no a “trattamenti sproporzionati”, sì ad accompagnamento affinché “nessuno chieda alla società di morire”

“Riconosciamo pienamente che appartiene alla dignità di ogni essere umano il rinunciare a un trattamento ritenuto inutile, sproporzionato o suscettibile di causare un ulteriore stato di sofferenza, a condizione che tale decisione non metta in pericolo la vita di qualcun altro” e “crediamo sia possibile per gli esseri umani sostenersi e aiutarsi l’un l’altro, accompagnarsi l’un l’altro nei momenti più dolorosi della vita, in modo che nessun cittadino sia tentato di esigere dalla società che essa provochi la sua morte”. Sono i primi due punti di una dichiarazione congiunta sulla morte di Vincent Lambert, firmata dai responsabili religiosi della città di Reims. A sottoscriverla Rabbi Amar; Aomar Bendaoud, imam della Grande Moschea; i pastori Xavier Langlois e Pascal Geoffroy, della Chiesa protestante unita di Francia; l’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort e il vescovo ausiliare Bruno Feillet. Dopo avere assicurato preghiere per Lambert e la sua famiglia, alla quale vengono espresse vicinanza e compassione, i firmatari del documento ricordano ai concittadini che dipendere dagli altri “per le cure o gli atti di vita ordinaria non significa perdere la dignità”; sottolineano l’importanza di dedizione, generosità e solidarietà nei “caregivers”. Per accompagnare al meglio queste persone, affermano, “sono senza dubbio ancora necessarie ricerche mediche e filosofiche. Ugualmente necessaria una riflessione sulla pratica della rianimazione. Secondo noi è importante continuare a condurre discussioni prudenti e approfondite su questi aspetti medici ed etici”.

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