Migranti: In Terris, don Buonaiuto lancia una petizione per istituire una Giornata del migrante ignoto

“In questi anni abbiamo imparato a parlare il linguaggio dell’immigrazione. Flussi, accoglienza, integrazione sono diventate parole del lessico condiviso. C’è solo un protagonista rimasto colpevolmente ai margini di queste dinamiche epocali pur essendone l’epicentro: il migrante ignoto”. Lo afferma don Aldo Buonaiuto, fondatore del quotidiano online In Terris e sacerdote dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. “Un numero incalcolabile di persone svanisce nei viaggi della speranza – sottolinea don Buonaiuto -. Sono gli invisibili di cui si perdono le tracce in viaggi rocamboleschi o nei luoghi di approdo che però divengono terra di nessuno, riserva di caccia della tratta di esseri umani e delle più inconfessabili pieghe oscure delle nostre società avanzate”. “I migranti – aggiunge – finiscono nelle cronache di tv e giornali solo quando vengono caricati a bordo di imbarcazioni di soccorso. Di tutti gli altri disperati, degli ‘sbarchi’ fantasma, delle vittime dei trafficanti di carne umana nessuno sa nulla, nessuno si preoccupa, nessuno apre per loro l’agenda delle priorità nazionali e comunitarie”. Da qui l’iniziativa di lanciare, attraverso le pagine di In Terris un “accorato appello all’Onu, all’Europa, alla Santa Sede e al Governo italiano, che da anni cooperano sul fronte dell’accoglienza, affinché venga istituita una Giornata del migrante ignoto. Il Mar Mediterraneo è diventato un Olocausto odierno. Per istituire la Giornata della Memoria per le vittime di quel genocidio ci sono voluti 60 anni, non aspettiamo altrettanto per quello che stiamo vivendo oggi”. Don Bonaiuto sottolinea che quella che il dramma che si sta consumando sotto i nostri occhi è “un’emergenza divenuta orma contingenza quotidiana: nessuno può fingere di non sapere che suo fratello svanisce nelle fauci della disperazione”.

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