Hong Kong: padre Pasini (missionario), “dialogo a richio. Irruzione in Parlamento complica negoziato”

(DIRE-SIR) – L’irruzione di dimostranti nella sede del Consiglio legislativo a Hong Kong complica il dialogo tra il movimento, il governo locale e la Cina: così all’agenzia “Dire” padre Giorgio Pasini, superiore del Pontificio istituto missioni estere (Pime) nella metropoli asiatica. Secondo il religioso, “il blitz di un gruppetto di manifestanti rischia di rovinare il lavoro compiuto in settimane di cortei pacifici, rendendo più difficile qualsiasi tentativo di negoziato”. Padre Pasini definisce “strano” il fatto che i manifestanti siano potuti penetrare nell’edificio del Consiglio legislativo quasi senza incontrare resistenza. “Sembrava non ci fossero affatto poliziotti, forse si voleva evitare uno scontro diretto” osserva il missionario: “Non so cosa resterà della lobby del Parlamento e temo che da domani, alla luce di quanto accaduto, molti si asterranno dal sostenere i dimostranti”. L’irruzione nella sede del Consiglio legislativo è avvenuta in una data di valore simbolico, il 22° anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina dopo il periodo di dominazione britannica. Oggi la metropoli resta amministrata sulla base del principio “un Paese, due sistemi”. All’origine dei cortei, cominciati il mese scorso, un disegno di legge che permetterebbe le estradizioni in Cina e che secondo i critici annullerebbe le garanzie del sistema giudiziario di Hong Kong. Ancora padre Pasini: “Chi è sceso in piazza chiede che la sospensione del provvedimento, già annunciata dalla governatrice Carrie Lam, diventi una revoca vera e propria rispetto alla quale non sia poi possibile un passo indietro per le pressioni di Pechino”.

(www.dire.it)

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