Beato Michał Giedrojć: card. Becciu, “seme prezioso per la terra di Polonia”

“Un fiore bellissimo della giovane Chiesa lituana, che è diventato seme prezioso per la terra di Polonia”. Così il card. Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, nell’omelia pronunciata questa mattina a Cracovia (Polonia) nel corso della Messa per la beatificazione equipollente di Michele Giedroyc, laico professo dell’Ordine di Sant’Agostino, lituano, vissuto nel 1400. Era figlio di una nobile famiglia lituana che si fece piccolo tra i piccoli “nascondendosi” in un monastero polacco. Carità, pace, speranza, amore al Crocifisso e alla Madonna sono stati “i pilastri fondamentali della sua vita, che ha colpito e impressionato la gente, tanto che la sua fama di santità si è protratta nei secoli”, ha spiegato il porporato. Nella vita del nuovo beato, il cardinale vede l’incoraggiamento a “iscriverci come fece lui tra i piccoli che hanno accolto e vissuto l’amore di Dio, perché a Dio è piaciuto salvare gli uomini, partendo proprio dai più piccoli e dai più fragili”. Riconoscendo che “all’interno della congregazione si dedica all’ascolto dell’altro, all’accoglienza di coloro che bussano alla porta, all’elemosina ai poveri e al conforto verso gli afflitti”, il prefetto indicato che “è da qui che Dio parte per salvare il mondo”. “Michał era un piccolo secondo lo spirito del Vangelo, cioè non cercava altro che Dio: a Lui tutto affidava e Lui ringraziava per tutto”. Michał Giedrojć, lituano ma polacco, è stato dichiarato beato da Papa Francesco per culto “ab immemorabili”, cioè senza bisogno di processi e di miracoli accertati. Alla celebrazione di ringraziamento, infatti, hanno partecipato sia vescovi lituani che polacchi: “Mi piace sottolineare questo particolare legame di fede e reciproca collaborazione fra Polonia e Lituania. – ha aggiunto il card. Becciu –. La grandezza dei santi sta anche nella loro capacità di superare gli stretti confini delle nazioni e diventare ‘tutto in tutti’, come diceva di se stesso San Paolo”.

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