Piemonte e Valle d’Aosta: app “Chiese a porte aperte”. Don Pennasso (Cei), “strumenti tecnologici innovativi esaltano le responsabilità delle comunità”

“Il progetto ‘Chiese a porte aperte’ non è una questione di tecnologia o di turismo. Si tratta invece di condurre per mano le persone lungo itinerari tematici storico-artistici inseriti in paesaggi mozzafiato, ciascuno diverso dall’altro”. Così don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, nel messaggio inviato ai partecipanti alla presentazione dell’app “Chiese a porte aperte”, sviluppata nell’ambito del progetto “Città e cattedrali”, grazie alla quale sarà possibile accedere ad ulteriori 11 beni culturali ecclesiastici del Piemonte semplicemente grazie al proprio smartphone. “Di solito – sottolinea don Pennasso – si tratta di chiese sconosciute ai più, perché difficilmente accessibili, ma di alto valore cultuale e culturale. Raccontano storie delle comunità che le hanno volute e testimoniano una grande consapevolezza dei committenti di allora”.
Per il direttore dell’Ufficio Cei, “gli strumenti tecnologici innovativi a servizio del progetto non fanno altro che esaltare le responsabilità delle comunità locali, che non vengono deresponsabilizzate, ma più profondamente coinvolte e reinserite nei circuiti di visita e perciò ulteriormente valorizzate”. Sottolineando che “la richiesta di questa tecnologia però è imprescindibile da una progettualità alta, condivisa e diffusa, per non fare di questa proposta uno dei tanti servizi ‘alla moda’”, don Pennasso auspica “esperienze replicabili anche in altri territori”.

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