R. D. Congo: Oxfam, nuovo allarme Ebola “oltre 2.000 contagi e 1.300 vittime”

Nuovo allarme Ebola in Repubblica democratica del Congo. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, le persone contagiate, nella parte orientale del Paese, sono salite ad oltre 2.000 con oltre 1.300 vittime. Facendo dell’epidemia scoppiata lo scorso agosto, la seconda più grave di sempre, dopo quella che causò 11 mila vittime in Africa occidentale. Il tutto, mentre cresce la paura di un nuovo picco nelle prossime settimane, a causa di una risposta all’emergenza, sempre più complessa. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, di fronte all’ulteriore peggioramento di un’epidemia che in assenza di un intervento immediato, potrebbe sfuggire di mano. “È evidente che l’attuale risposta all’epidemia non sta funzionando – ha detto Stefania Morra, dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia –. Non importa quanto sia efficace il trattamento della malattia, se le persone non si fidano o non sanno cosa devono fare, non si curano. I nostri team sul campo ogni giorno incontrano persone che non credono nemmeno che l’Ebola sia reale. Sono tantissimi i casi che sino ad oggi non sono stati rilevati perché le persone, nonostante i sintomi, non si sono volute sottoporre alle cure. Questa mancanza di fiducia tra la popolazione, rende impossibile interrompere la catena del contagio”. Le prime ad essere colpite sono le donne, che rappresentano più della metà dei contagi, perché sono le prime a prendersi cura dei malati. In un anno sono cresciute del 70% le persone colpite da malnutrizione acuta, 8,5 milioni di persone sono esposte al contagio di altre malattie. Il contesto umanitario è già drammatico a causa del conflitto, con oltre 5 milioni di sfollati interni. “A causa dei ripetuti attacchi subiti negli ultimi mesi, Oxfam e altre organizzazioni al lavoro sul campo hanno dovuto interrompere più volte le attività di soccorso alla popolazione – conclude Morra –. Questo ha reso sempre più difficile vaccinare le persone, decontaminare le case e svolgere sepolture sicure. Inevitabilmente si è registrata un’esplosione di casi destinati ad aumentare esponenzialmente nelle prossime settimane. La speranza adesso è che il nuovo e più forte impegno dell’Onu nella risposta all’Ebola e un costante lavoro di prevenzione tra la popolazione, ci possano consentire di sconfiggere in tempo questo nuovo incubo”.

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