Omeopatia: in Italia utilizzata da 9 milioni di persone con un fatturato di 300 milioni di euro

Sono stati condannati a tre mesi di carcere (pena sospesa) i genitori del bambino di 7 anni di Cagli, nelle Marche, morto il 27 maggio 2017 all’ospedale di Ancona per un’otite batterica bilaterale che era stata curata con l’omeopatia. Lo ha deciso con giudizio abbreviato il gup del capoluogo marchigiano Paola Moscaroli per l’accusa di concorso in omicidio colposo aggravato. In Italia 17% della popolazione, quasi 9 milioni di persone, utilizza farmaci omeopatici e lo fa almeno una volta all’anno. A rivelarlo è l’ultima ricerca di Emg-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, diffusa lo scorso 10 aprile, Giornata internazionale dell’omeopatia. In quell’occasione, il presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga ha annunciato che dalla fine del 2019 ogni medicinale omeopatico in vendita nelle farmacie avrà un’Aic (autorizzazione all’immissione in commercio), esattamente come accade per i prodotti allopatici. Il settore ha un fatturato di 300 milioni di euro; sono mille i processi di registrazione dei farmaci omeopatici in commercio ad oggi conclusi; entro la fine del 2019 dovranno essere 3.500, un lavoro di controllo molto lungo e complesso da parte di Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Dei 9 milioni di italiani che li utilizzano almeno una volta all’anno, il 62% ricorre all’omeopatia per curare riniti e raffreddori; il 34% per problemi dell’apparato respiratorio e contro le allergie, mentre il 31% per combattere problemi digestivi. Un 27% ne fa uso per dolori articolari e muscolari; un 26% per problemi gastrointestinali. 32 milioni di italiani giudicano la medicina omeopatica non dannosa; il 28% di questi la ritiene “utile” ma il trend è in crescita.

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