Notizie Sir del giorno: Putin dal Papa, vocazioni, procedura infrazione, droga in Ue, Sudan, colletta Caritas Argentina, accordo Fca-Renault saltato

Papa Francesco: il 4 luglio riceve Vladimir Putin

“Posso confermare che il Santo Padre riceverà in udienza in Vaticano il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, il prossimo 4 luglio”. Lo ha dichiarato oggi il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. (clicca qui)

Papa Francesco: a Centri vocazioni d’Europa, “lavorare per le vocazioni non vuol dire cercare nuovi soci”. “Capire il linguaggio dei giovani”

“Il lavoro per le vocazioni, con le vocazioni, non dev’essere, non è proselitismo. Non è ‘cercare nuovi soci per questo club’. No. Deve muoversi nella linea della crescita che Benedetto XVI tanto chiaramente ci ha detto: la crescita della Chiesa è per attrazione, non per proselitismo”. È il monito lanciato oggi da Papa Francesco nel suo intervento a braccio ai partecipanti al congresso dei Centri nazionali per le Vocazioni delle Chiese di Europa. “Non si tratta di cercare dove prendere la gente”, ha chiarito il Papa, ribadendo che “lo spirito del proselitismo ci fa male”. Francesco si è poi sul fatto che “aiutare un giovane o una giovane a scegliere la vocazione della sua vita, sia come laico, laica, come sacerdote, religiosa, è aiutare a far sì che trovi il dialogo con il Signore”. “Non è un convincimento intellettuale”, perché “la scelta di una vocazione deve nascere dal dialogo con il Signore, qualunque sia la vocazione”. Il Papa ha invitato ad avere nei confronti dei giovani “tanta pazienza” e “tanta capacità di ascolto”. E ha chiesto di cercare di “capire il loro linguaggio”. “A volte – ha osservato – noi parliamo ai giovani come siamo abituati a parlare agli adulti”. Ma “per loro, tante volte il nostro linguaggio è ‘esperanto’, è proprio come se parlassimo esperanto, perché non capiscono nulla”. “Comunicare – il monito di Francesco – è forse la sfida che noi dovremmo avere con i giovani. La comunicazione, la comunione”. (clicca qui)

Ue: procedura infrazione Italia. Mons. Crociata (Comece), “un debito alto e crescente è un peso per l’economia italiana e a pagarne il prezzo più alto sono i più deboli”

“Una procedura di questo genere scaturisce da una regolamentazione che tutti i Paesi europei si sono dati”. È questa “la prima cosa da capire e da spiegare all’opinione pubblica”. L’altra è che “un debito molto alto e crescente è un peso per l’economia italiana e per tutti gli italiani e le conseguenze immediate e alla lunga possono essere gravi”. Così mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e vice-presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, commenta l’apertura per l’Italia della procedura di infrazione per debito eccessivo. Senza voler entrare “nella vicenda specifica”, il vescovo – che questa mattina insieme al comitato permanente della Comece è stata ricevuto da Papa Francesco – tiene a rivolgersi, in questo momento così delicato per la vita del nostro Paese, alla classe politica. “Si chiedono due cose”, dice interpellato dal Sir. “Anzitutto di non approfittare di queste tensioni per fare lotta politica, quasi ancora lotta elettorale. Questo non giova a nessuno e in questo ci vuole anche una serenità nei toni e nelle argomentazioni. E poi si chiede di non farsi prendere da una reazione puramente emotiva, che fa perdere di vista il giudizio adeguato, la valutazione opportuna sui problemi e la capacità di comprenderli e cercare una soluzione. Il nostro interesse non è che vinca una parte politica. Ma che vinca l’Italia, vinca il bene del Paese”. (clicca qui)

Droga: rapporto Ue. Sostanze illecite, numeri record. Avramopoulos, “minaccia in evoluzione”

(Bruxelles) “La droga rimane una minaccia variegata e in costante evoluzione nella nostra società, che coinvolge la vita di milioni di cittadini in Europa e in tutto il mondo”. Si tratta di un “fenomeno complesso” e per questo “abbiamo bisogno di un approccio più coordinato che ne contrasti l’offerta e la domanda”. Dimitris Avramopoulos, commissario Ue per gli affari interni, illustra e commenta la nuova “Relazione europea sulla droga 2019. Tendenze e sviluppi”, pubblicata oggi dall’Agenzia europea delle droghe di Lisbona. Il commissario afferma: “I nostri sforzi stanno portando frutto attraverso le nuove regole per bandire le sostanze psicoattive e la nostra cooperazione rafforzata con partner internazionali. Tuttavia abbiamo pure bisogno di guardare al ruolo della digitalizzazione del mercato della droga”. Sfide vecchie e nuove, dunque, nel settore, laddove la relazione denuncia “un aumento della disponibilità”, diffusa e generalizzata, “di cocaina, come evidenziato dal fatto che i sequestri hanno raggiunto livelli record”. Il corposo rapporto dell’agenzia Ue indica che nell’Ue28 (più Norvegia e Turchia) si registra oltre un milione di sequestri di sostanze illecite. Secondo l’agenzia, inoltre, “96 milioni di adulti nell’Ue, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, hanno provato una sostanza illecita nel corso della loro vita”. Si stima che “1,2 milioni di persone siano sottoposte ogni anno a trattamento in seguito al consumo di sostanze illecite”. (clicca qui)

Sudan: mons. Mangoria (arcivescovo Khartoum), “il Paese ha bisogno di pace”

I leader delle Chiese cristiane del Sudan stanno preparando una lettera da indirizzare al Consiglio militare e a chi rappresenta le proteste di piazza per chiedere la pace. Lo annuncia oggi in una intervista al Sir mons. Michael Didi Adgum Mangoria, arcivescovo di Khartoum, confermando le cifre sulle vittime della repressione – secondo fonti ospedaliere oltre 100 persone, per il ministro della sanità sono 46 – attuata dalle forze paramilitari dal 3 giugno ad oggi, sui manifestanti riuniti in sit-in davanti al quartier generale dell’esercito. “Il Consiglio militare deve pensare bene a come relazionarsi alla popolazione sudanese e trovare un modo per trattare con la gente senza versare altro sangue – afferma l’arcivescovo di Khartoum -. Tante persone sono morte, molti sono arrabbiati e continuano a manifestare in strada. Non sembra che la situazione potrà risolversi tanto presto, ci sarà bisogno di un po’ di tempo perché torni la calma. Noi invitiamo alla preghiera e alla prudenza”. L’arcivescovo lancia anche un appello alla comunità internazionale: “Aiutate la popolazione del Sudan non solo per gli interessi economici ma per risolvere i problemi e trovare la pace. Devono parlare della gente che soffre, dei rifugiati, il Paese ha bisogno di pace”. In Sudan vivono circa 2 milioni di cattolici (molti sono rifugiati sud sudanesi) su 40 milioni di abitanti, in maggioranza musulmani. (clicca qui)

Argentina: Colletta nazionale Caritas. Mons. Tissera (presidente), “noi ci siamo tutto l’anno, ma serve andare oltre l’emergenza”

“In questo momento difficile e critico che vive il Paese, la Caritas è come il sangue, che è urgente quando si apre una ferita. Ci siamo, quando c’è un’emergenza climatica, quando manca il lavoro, quando la droga porta problemi nelle famiglie e nei quartieri; ascoltando e prestando attenzione ai bisogni delle persone. I nostri progetti sono attivi tutto l’anno e riguardano molte realtà difficili che le famiglie argentine stanno vivendo”. Lo ha detto ieri, in una conferenza stampa tenuta a Buenos Aires, il presidente della Caritas Argentina, mons. Carlos Tissera, vescovo di Quilmes, presentando la Colletta nazionale annuale dell’8 e 9 giugno, intitolata “Condividere trasforma le vite”. Il presidente della Caritas ha invitato i cittadini e fedeli argentini a una “collaborazione generosa che ci aiuti a sostenere i nostri centri di assistenza e accompagnamento che abbiamo in 3.500 parrocchie, nelle 66 diocesi del Paese”. (clicca qui)

Fca: ritirata la proposta di fusione con Renault. Salta l’accodo per un gruppo da 8,7 milioni di veicoli

Non nascerà, almeno per adesso, il colosso dell’auto Fca-Renault. Dopo una notte di riunione, infatti, il Consiglio di amministrazione del gruppo francese ha dichiarato di non poter assumere nessuna decisione in merito alla proposta arrivata da Torino, a causa della posizione del governo (che siede nello stesso Cda). Immediatamente dopo la dichiarazione ufficiale di Renault, il Lingotto ha ritirato la propria proposta. Dopo più di sei ore di consiglio a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, una nota del costruttore d’oltralpe ha spiegato: “Il Cda non è stato in grado di prendere una decisione a causa dell’auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto ad un consiglio ulteriore”. Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles, ha risposto l’azienda, ha deciso “di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault”. A seguito di queste evoluzioni inattese, il titolo di Fca ha perso il 3,71% nelle contrattazioni after hours in borsa a Wall Street. L’obiettivo dell’operazione era la creazione di una società paritetica con un potenziale produttivo di 8,7 milioni di veicoli all’anno in tutto il mondo. Le perplessità del governo francese erano legate al mantenimento dell’occupazione e degli stabilimenti in Francia. (clicca qui)

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