Migranti: Frondizi (Ananke), “le donne in viaggio sono forti, non poverette“

(DIRE-SIR) “Le donne che migrano non sono poverette, non sono donne deboli: chi intraprende questo viaggio, chi fa questo cambiamento cosi’ forte nella propria vita deve essere forte”. Così Cecilia Frondizi, avvocata di origine argentina e vicepresidente del centro antiviolenza ‘Ananke’ di Pescara. Frondizi è intervenuta oggi durante l’incontro “Gender Migration – La specificità di genere nel contesto migratorio” in corso all’agenzia Dire. Nella panoramica che Frondizi traccia per descrivere la condizione delle donne migranti, tante sono quelle che vivono in condizioni molto difficili, ma emerge “una buona notizia”. “A giugno 2018 in Italia esistevano 143mila imprese registrate guidate da donne migranti: in un anno sono aumentate del 3,7 per cento” afferma l’avvocata, citando dati Unioncamere. “La gran parte di queste aziende ha meno di dieci anni di vita, dal 2010 ne sono nate oltre 98mila – prosegue – Si tratta di una comunità imprenditoriale giovane anche per la maggior presenza di donne che hanno meno di 35 anni e che sono alla guida del 19,4% delle imprese femminili straniere”. Le immigrate che guidano aziende sono soprattutto cinesi, romene e marocchine, e incidono in particolare sui settori della sanità e dell’assistenza sociale (62,2%), sui servizi alla persona (57,3%), sull’istruzione (50,9%). In termini assoluti, il commercio resta l’ambito che vede la presenza di imprese femminili più consistente (33,6%), seguito da servizi di alloggio e ristorazione (12,4%) e manifatture (11%).

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