Lourdes: mons. Angelino (Oftal), “qui l’ammalato trova sempre un grande beneficio” perché è “luogo di grande grazia, dove tutto può ricominciare”

“Il messaggio di Nostra Signora di Lourdes è un messaggio di grande speranza. Questo è valido per i malati ‘tradizionali’ ma anche per quelli che sono i malati ‘dello spirito’, ciò che è interiore e non si vede. Lourdes è un luogo di grande grazia, dove tutto può ricominciare”. Così mons. Paolo Angelino, presidente generale dell’Oftal (Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes) e cappellano della Grotta di Lourdes, commenta al Sir l’annuncio dato oggi dell’invio da parte di Papa Francesco di mons. Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, come delegato “ad nutum Sanctae Sedis” per il santuario di Lourdes.
“La notizia mi ha lasciato stupito, in ogni caso le decisioni del Santo Padre da noi sono sempre accolte in modo favorevole e noi siamo sempre spinti a tornare a Lourdes”, afferma mons. Angelino. Il presidente dell’Oftal conferma che “arrivare a Lourdes è sempre più difficile in quanto i treni sono sempre di meno per via di una difficoltà relativa al tempo impiegato per raggiungere il santuario e ad una diminuzione del materiale. E il fatto che non possiamo più utilizzare i treni come in passato certamente ci ha penalizzato”.
Ma “tolta la difficoltà nel raggiungere Lourdes, i luoghi di accoglienza – assicura mons. Angelino – sono molto adatti ad ospitare gli ammalati”. “L’ammalato, dopo la permanenza a Lourdes, torna a casa certamente rincuorato. E in questo senso non è cambiato nulla rispetto al passato. Lourdes è sempre luogo di speranza per i nostri malati che desiderano tornarci”. “Il vero problema per i malati – ribadisce il sacerdote – è poter raggiungere Lourdes”.
Mons. Angelino sottolinea anche che “l’esperienza che un ammalato vive con noi a Lourdes è quella di non essere considerato come malato ma prima di tutto come persona. Poi, certamente, ha bisogno di tutto ciò che una persona che ha dei limiti necessita per poter gustare il luogo. A Lourdes chiunque è innanzitutto accolto come persona e l’ammalato trova sempre un grande beneficio”.

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