Basilica del Santo: Padova, migliaia di persone in pellegrinaggio. Il ricordo di padre Placido Cortese, eroe della Resistenza

Ci sono persone che segnano il cammino della storia e che restano nei cuori dei fedeli. Una di queste è padre Placido Cortese, nato a Cherso nel 1907, giornalista già direttore del “Messaggero di Sant’Antonio”. Dal suo confessionale, dinanzi alla cappella delle reliquie nella Basilica del Santo di Padova, si è prodigato per farsi umile strumento di salvezza non solo delle anime. Tra il 1942 e il 1944 ha orchestrato – dal suo confessionale – la salvezza per centinaia di ebrei ed ex partigiani alleati. Questo fino a quando fu rapito dalla Gestapo e non fece più ritorno al suo convento. Morì a causa delle torture che le SS gli inflissero nel bunker di piazza Oberdan a Trieste, per fargli confessare i nomi dei collaboratori della rete di salvezza. Nel 2002 è stata aperta la causa di beatificazione di p. Cortese. Lo scorso anno, il presidente Mattarella gli ha tributato la medaglia al merito civile. Oggi nel confessionale di p. Cortese è apposto un registro le cui pagine si riempiono in fretta con le preghiere, le invocazioni, i ringraziamenti dei tanti fedeli che a lui si appellano, tra i quali moltissimi croati che proprio in questi giorni arrivano, in gruppi, a salutare il santo. Nella giornata di ieri in pellegrinaggio alla basilica di Sant’Antonio sono arrivati i fedeli della diocesi di Chioggia, accompagnati dal vescovo Adriano Tessarollo, e i Centri padovani di assistenza ai disabili. Quest’oggi è stata la volta dei pellegrini della diocesi di Treviso, accompagnati dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin. Nella sola giornata di ieri, sono stati 2.203 i passaggi davanti alle reliquie del Santo, con gruppi di pellegrini arrivati da Polonia, Germania, Francia, Ungheria, dalla Colombia, dal Brasile e dagli Stati Uniti.

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