Ambiente: Commissione Ue, “stragrande maggioranza dei siti di balneazione soddisfa i requisiti minimi di qualità”

(Bruxelles) “La stragrande maggioranza dei 21.831 siti di balneazione monitorati nei 28 Stati membri (per la precisione il 95,4%) soddisfa i requisiti minimi di qualità previsti dalla normativa Ue”. Lo afferma l’odierna relazione della Commissione Ue che include inoltre 300 siti monitorati in Albania e in Svizzera (monitoraggio località su mari, fiumi, laghi). La percentuale di siti che rispettano gli standard di qualità più rigorosi e possono fregiarsi della qualifica di “eccellente” è aumentata leggermente, passando dall’85,0% nel 2017 all’85,1% l’anno scorso. Nello stesso periodo è invece scesa dal 96% al 95,4% la percentuale dei siti balneabili di qualità minima, giudicata “sufficiente”. “Questo modesto calo – segnala una nota – è dovuto principalmente all’apertura di nuovi siti per i quali non sono ancora disponibili i dati relativi alle ultime quattro stagioni balneari, necessari per la classificazione ai sensi della direttiva”. Karmenu Vella, commissario per l’ambiente, ha dichiarato: “Com’è apparso evidente ieri, Giornata mondiale dell’ambiente, le sfide che ci troviamo ad affrontare sono numerose. Ma dobbiamo anche celebrare i successi dell’Unione europea sul piano ambientale: uno di questi è la qualità delle acque balneabili in Europa, con cui siamo tutti familiari. Le analisi, la comunicazione, il monitoraggio e la condivisione delle competenze ci permettono di continuare a migliorare la qualità dei nostri siti di balneazione preferiti. Il nuovo riesame dell’attuazione delle politiche ambientali aiuterà gli Stati membri a imparare gli uni dagli altri come raggiungere e mantenere i livelli di eccellenza registrati durante il mio mandato”.
Dal documento di Bruxelles emergono altri dati. Ad esempio: in cinque Paesi, il 95% o più dei siti di balneazione è risultato di qualità “eccellente”: Cipro (99,1% dei siti), Malta (98,9), Austria (97,3) e Grecia (97). Nel 2018 tutti i siti di balneazione analizzati a Cipro, in Grecia, in Lettonia, in Lussemburgo, a Malta, in Romania e in Slovenia hanno conseguito almeno la menzione di qualità “sufficiente”. La percentuale più elevata di siti di balneazione con qualità delle acque “scarsa” è stata registrata in Italia (89 siti, pari all’1,6%), Francia (54 siti, pari all’1,6%) e Spagna (50 siti, pari al 2,2%). Rispetto al 2017 questo numero è diminuito in Francia ma è aumentato in Italia (da 79 siti a 89) e in Spagna.

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