Sanità: Pne 2018, ancora frammentazione nei servizi riguardanti la chirurgia oncologica

La mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto acuto del miocardio, che misura la qualità dell’intero processo assistenziale del paziente con infarto, a partire dall’accesso ai servizi di emergenza, continua a diminuire, da 10,4% del 2010 a 8,3% del 2017. La mortalità a 30 giorni dopo un episodio di ictus ischemico, già bassa rispetto ad altre popolazioni occidentali, rimane stabile intorno all’11%. Sono alcuni dei dati forniti dall’edizione 2018 del Programma nazionale siti dell’Agenas, presentato oggi a Roma.
L’edizione 2018 del Programma nazionale esiti documenta, poi, ancora un’importante frammentazione nell’offerta dei servizi per i quali è dimostrata un’associazione tra volume di interventi ed esiti delle cure, in particolare per la chirurgia oncologica e per la chirurgia protesica. Ad esempio, anche se per la chirurgia sul tumore della mammella la proporzione di reparti con volumi di attività in linea con lo standard di almeno 135 interventi/anno per struttura complessa sale al 32% contro il 26% dell’anno precedente, coprendo il 72% degli interventi su base nazionale, nel 2017 ancora 2 unità operative su 3 non rispettano lo standard atteso. E, ancora, nel 2017, 358 strutture ospedaliere eseguono 6.239 interventi chirurgici per tumore dello stomaco; tra queste 81 (23%) presentano un volume di attività ≥ 20 interventi annui, come raccomandato. La proporzione è in lieve peggioramento rispetto all’anno precedente. Tra le 415 strutture ospedaliere che eseguono 3.892 interventi chirurgici per carcinoma ovarico, 99 (24%) presentano un volume di attività non inferiore a 10 interventi annui, coprendo il 75% degli interventi complessivi su base nazionale. Nel 2017, in Italia, 139 strutture ospedaliere eseguono 11.468 interventi chirurgici per tumore del polmone; tra queste, solo 52 strutture (37%) presentano un volume di attività non inferiore a 70 interventi annui, senza sostanziali variazioni rispetto al 2016. Le strutture con bassi volumi di attività effettuano complessivamente il 24% dell’attività chirurgica oncologica per il polmone.

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