Pensioni: Cazzola (giuslavorista), lo scivolo di 7 anni rischia di “non far crescere l’occupazione”

“Quota 100 non ha portato occupazione, perché di fatto chi se ne va non viene sostituito”. Lo dice al Sir il giuslavorista Giuliano Cazzola, commentando l’ipotesi contenuta in un emendamento dei relatori al decreto “crescita”, che prevede un “mega-scivolo” aziendale che consenta di andare in pensione 7 anni prima attraverso un meccanismo chiamato “contratto di espansione” che prenderebbe il posto degli attuali contratti di solidarietà espansiva. La norma è rivolta solo alle grandi aziende con più di 1.000 lavoratori, che all’interno di un ammodernamento tecnologico potrebbero anche favorire l’uscita dei lavoratori più anziani con uno “scivolo” a proprio carico fino a 7 anni dalla pensione, con un valore commisurato alla pensione lorda maturata al momento dell’uscita. Il meccanismo prevede che le aziende possano anche ridurre l’orario di lavoro degli altri dipendenti e in cambio assumere nuovi lavoratori. “Il contratto di espansione prevede un programma e con le parti sociali a fare da garante i lavoratori sono più garantiti, ma sette anni sono veramente troppi”, afferma Cazzola. In questo senso, per il giuslavorista “il rischio, come per il decreto Quota 100, è quello di non far crescere l’occupazione”. “Chi va via – spiega – non viene sostituito e di fatto aumentano solo i pensionati e non gli occupati”. In passato “prepensionamenti di questo tipo si sono fatti per situazioni di crisi, in determinati settori, e non a livello generale”.

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