Paolo VI: Buonomo (rettore Pul), “aveva una visione dinamica dello sviluppo”. Gustafson (vicedirettore Fao), “chiaramente interessato all’ambiente”

Paolo VI, già negli anni in cui era sostituto alla Segreteria di Stato, “aveva una visione dinamica dello sviluppo” e concepiva la Fao come un’organizzazione “preposta al futuro” – come si legge nelle lettere ad essa indirizzate – e caratterizzata da “un’apertura verso il domani”. Ne è convinto Vincenzo Buonomo, rettore della Pontificia Università Lateranense (Pul), intervenuto oggi alla presentazione del volume “La carità, motore di tutto il progresso sociale: Paolo VI, la Popolorum Progressio e la Fao”, a cura di Patrizia Moretti. Durante l’incontro, che si è svolto presso Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, ed è stato moderato e concluso da mons. Fernando Chica Arellano (osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam), Buonomo si è soffermato sul ruolo svolto da Giovambattista Montini come sostituto della Segreteria di Stato e sulle innovazioni da lui portate al ruolo della Santa Sede nella cooperazione internazionale, a partire dall’istituzione della Fao, con sede a Roma e un suo rappresentante a Washington, e dallo statuto unico dell’osservatore permanente, “non previsto nella costituzione della Fao ma frutto di una delibera della Fao stessa, in ragione della particolare natura della Santa Sede”. Montini, in altre parole, per il rettore della Pul, “ha stabilito i rapporti della Santa Sede fornendo il network della Chiesa cattolica”. Tra i compiti assegnati da Montini alla Santa Sede attraverso la Fao, ha sottolineato Buonomo, “la possibilità di destinare aiuti fin nelle zone più remote di ogni Paese, dove gli stessi governi non potevano arrivare: la ‘stazione missionaria’ era il livello più basso, che poi arrivava fino alle parrocchie e alle diocesi”. “Papa Montini è chiaramente interessato all’ambiente e al pericolo dello sfruttamento delle risorse naturali”, ha detto Daniel Gustafson, vice direttore generale della Fao: “Era convinto che lo sviluppo tecnologico non fosse mai la soluzione completa al problema ambientale”, ha aggiunto mettendo l’accento sull’attualità del suo pensiero nella Populorum Progressio, che “fa parte delle fondamenta della Laudato si'”.

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