Inclusione: Casa della carità, giovani detenuti, minori stranieri e liceali milanesi insieme grazie alla “Società di Lettura”

Vivono tutti nella stessa città, a poche fermate di metropolitana gli uni dagli altri. Ma appartengono a mondi diversi e non si sarebbero mai incontrati, se non fosse stato per un progetto, che permette di superare i pregiudizi e di creare nuove sorprendenti relazioni di amicizia.
Sono giovani detenuti, minori stranieri non accompagnati e un gruppo di liceali milanesi, protagonisti della “Società di Lettura”, iniziativa che la Biblioteca del Confine della Casa della carità realizza dal 2012 insieme al liceo scientifico “Alessandro Volta” di Milano e la casa circondariale di San Vittore, nell’ambito dell’iniziativa “Biblioteche in rete a San Vittore”.
I tre gruppi leggono un libro insieme, lo analizzano, si confrontano e discutono, per poi presentare il loro lavoro al pubblico e all’autore.
“Quest’anno – si legge in una nota diffusa dalla Casa della carità -, hanno attraversato insieme l’Italia da Milano a Lampedusa, passando per Viterbo e poi Roma, per Ercolano e poi Palermo. Hanno imparato a conoscere Nina, la protagonista della storia, e hanno forse imparato a conoscersi un po’ di più. Leggendo le pagine di questo diario hanno parlato dei propri eroi, delle cicatrici che ognuno porta sul corpo o nell’anima, di giudizi e pregiudizi, dei ricordi belli e di quelli brutti. Hanno riscoperto il gusto, un po’ perduto, di scambiarsi cartoline”.
Ora che il viaggio tra le pagine di “La misura di tutto”, primo romanzo di Camilla Ronzullo (la blogger e influencer Zelda was a writer), è terminato, i ragazzi e le ragazze della Società di Lettura 2019 sono pronti a ripartire di nuovo, insieme a quanti vorranno viaggiare con loro.
Il ritrovo è allo Spazio Dancehaus di via Tertulliano 70 a Milano, giovedì 6 giugno alle 18.
Ci saranno gli ospiti di Casa Francesco, la comunità per minori stranieri non accompagnati della Casa della carità, gli studenti del liceo Volta di Milano e alcuni detenuti del reparto “giovani adulti” della casa circondariale di San Vittore. E non potrà mancare chi questo viaggio ha raccontato: Camilla.

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