Diocesi: card. Bagnasco (Genova), “il cattolico in politica non può mettere da parte la coscienza cristiana”

“Il cattolico, in politica, non può vivere scisso, disgregato, schizofrenico” non deve “mettere da una parte la coscienza cristiana e cattolica e agire o pensare da altro”. Infatti, “tra il cristiano e il cittadino non ci può essere una schizofrenia perché” tale atteggiamento “è profondamente indegno della persona umana ed è una violenza, un andare contro l’identità della persona nella sua unitarietà”. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nella messa per i politici genovesi e liguri celebrata ieri sera nella chiesa di San Filippo nel giorno della memoria di San Tommaso Moro, patrono dei politici. Nell’omelia il porporato ha anche rivolto un duplice appello agli amministratori pubblici: aiutare i giovani a superare la paura del futuro, che appare per loro “come un fantasma vuoto, pauroso, incerto”, e non lasciarsi ingannare, per “inseguire un facile consenso”, e a “confondere i desideri con i diritti”. Senza citare nessun esempio particolare, il porporato ha però ricordato che “specialmente chi ha il dovere di decisione, di riflessione, di orientamento” deve essere in grado di “distinguere e di non confondere i desideri con i diritti, così come oggi spesso accade, venendo a mancare dei valori oggettivi e quindi universali e pensando che tutto sia giustamente e necessariamente cangiante. Tutto cambia ma l’uomo nella sua profondità non cambierà mai e questo è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche”. “Non lasciamoci ingannare – ha detto rivolgendosi ai presenti – per inseguire un facile consenso, e cerchiamo di non ingannare gli altri dichiarando diritti ciò che sono solamente desideri, legittimi, ma personali, individuali. Tali devono rimanere. Il rango del desiderio legittimo – ha sottolineato – non può essere quello del diritto generale”.

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