Violenze a Manduria: Andreoli (psichiatra), “regressione della civiltà verso la barbarie”. “Società governata da istinti e pulsioni. Ricominciare a educare”

Una società governata non più dalla ragione ma da istinti e pulsioni, e all’interno della quale stanno scomparendo rispetto umano o pietas. A poche ore dall’arresto a Manduria di altri nove ragazzi (otto minori) che si aggiungono agli otto arrestati a maggio per le torture che hanno causato la morte di un pensionato disabile, lo psichiatra Vittorino Andreoli spiega in un’intervista al Sir che “stiamo assistendo ad una regressione della civiltà verso la barbarie”. “Questo episodio – dice – è una delle espressioni più drammatiche – ma non l’unica – del volto di questa società; rivela che non solo non esiste più il rispetto umano, ma che addirittura si arriva a considerare un uomo come un giocattolo con il quale fare tutto ciò che istintualmente si presenta alla mente”. Da “homo sapiens” a “homo pulsionalis. Siamo di fronte a quello che Giambattista Vico chiamava il tempo della barbarie”. Come siamo arrivati a questo? “Anzitutto con l’abbattimento dei principi: i riferimenti della religione, il rispetto dell’uomo, il non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Questi principi sono stati trasformati in forza, in potere muscolare, nel ‘mi piace’. La nostra è una società del ‘mi piace'”. Per Andreoli occorre invertire questa rotta “investendo in educazione, in esempi. Altrimenti non c’è futuro. E questo è compito dello Stato. La Chiesa, da parte sua, ha il grande compito di ricordarci che c’è un Dio, di rammentarci il senso dell’uomo. È vero che ha perduto presenza, forza educativa e capacità di incidere sulla società, però è tempo di ripartire dai grandi esempi e la Chiesa ha un esempio straordinario che si chiama Gesù di Nazareth, vero Dio ma anche vero uomo”. Ricominciare, conclude, “a educare nel senso etimologico di ‘educere’, tirare fuori il buono per insegnare e aiutare a vivere, come si fa con i bambini”.

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