Ue: in alto mare le trattative per i “top job”. Commissione, circola il nome di Draghi. Il 3 luglio elezione del presidente del Parlamento

Manfred Weber (foto SIR/Marco Calvarese)

(Bruxelles) Ritrovo alle 17, alle 18 scambio di vedute con il presidente del Parlamento europeo. Alle 18.30 cena di lavoro. “Se necessario, le discussioni proseguiranno con il breakfast di lunedì 1° luglio”. Programma stringatissimo quello del Consiglio europeo straordinario fissato per domenica 30 giugno dopo il fallimento del summit dei capi di Stato e di governo Ue svoltosi il 20-21 giugno a proposito delle nomine dei top job comunitari: ovvero i presidenti di Commissione, Consiglio, Bce, più l’Alto rappresentante per la politica estera. Dalla partita non è esclusa, per ovvie ragioni, anche la carica di presidente dell’Euroassmeblea che sarà votata dai deputati, a Strasburgo, il 3 luglio. “Al Consiglio europeo di giugno – segnala il sito ufficiale dell’istituzione presieduta da Donald Tusk e che raccoglie i 28 premier e Capi di Stato dei Paesi membri – i leader dell’Unione hanno discusso dei possibili candidati alle posizioni di vertice ma senza giungere a una conclusione”. La riunione di giugno era stata preceduta da un pranzo informale il 28 maggio, immediatamente a ridosso delle elezioni europee, e dalle consultazioni tra il presidente Tusk e i Capi di Stato o di governo e il Parlamento europeo. Le trattative sono in corso e informalmente potrebbero proseguire almeno tra i leader dei Paesi Ue appartenenti al G20 che si ritrova il 28 e 29 giugno a Osaka.
Oggi il Partito popolare europeo ha confermato la candidatura di Manfred Weber alla carica di presidente della Commissione, trattandosi dello spitzenkandidat sostenuto in campagna elettorale. Una procedura non definita dai Trattati ma accettata da tutti i principali gruppi politici (tranne i Liberali) prima delle elezioni.
Comunque per la presidenza della Commissione (il mandato di Jean-Claude Juncker scadrà il 31 ottobre) circolano anche, e con insistenza, i nomi di Angela Merkel e, più ancora, di Mario Draghi (nella foto), che lascerà la guida della Banca centrale di Francoforte il 31 ottobre. La scelta del nome del futuro presidente della Commissione spetta al Consiglio europeo ma sarà poi il Parlamento Ue a dover dare la fiducia al presidente e, in seguito, a tutto il collegio dei commissari.
Nel frattempo fervono al Parlamento europeo i preparativi della plenaria del 2-4 luglio a Strasburgo. Domenica mattina, 30 giugno, si riunirà a Bruxelles la conferenza dei capigruppo (leader dei gruppi politici che siedono in emiciclo) per determinare l’ordine del giorno definitivo; intanto si apprende che il 2 luglio, a differenza di quanto avvenuto in passato, non ci saranno votazioni, ma nuovi meeting tra i gruppi politici. Le elezioni del presidente del Parlamento si terranno invece il giorno 3 luglio e il 4 l’elezione dei questori. Difficile fare previsioni, perché la partita è complessa: occorre verificare se esiste una maggioranza europeista che esprima un unico candidato. E poi si dovranno definire le altre cariche dell’Assemblea: i questori e i 14 vicepresidenti, oltre che i presidenti delle 20 commissioni parlamentari. Si tratterà poi di verificare la costituzione dei gruppi politici: finora sono stati confermati quelli presenti nella scorsa legislatura (Ppe, S&D, Verdi, Ecr), due hanno cambiato nome (da Alde a Renew Europe; da Enf a Identità e democrazia), un altro non si è ancora riformato. Infatti il gruppo Efdd, cui afferivano i deputati dei 5 Stelle con i seguaci di Nigel Farage (Brexit Party), non hanno per ora trovato un accordo, ma c’è sempre tempo per farlo.

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