Sea-Watch 3: Save the Children, “scelte politiche disumane e irresponsabili. Responsabilità di salvare vite lasciata interamente al capitano della nave”

“Dopo 14 giorni di attesa in mare aperto, nonostante i molteplici appelli arrivati da ogni parte per far sbarcare le 42 persone a bordo della Sea-Watch, scelte politiche disumane hanno lasciato la responsabilità di salvare vite interamente al capitano della nave della Ong”. Così Save the Children, commenta la decisione di forzare il blocco assunta dall’equipaggio della nave della Ong tedesca che si sta dirigendo verso il porto di Lampedusa.
“Minori, vittime di tortura e persone che hanno già sofferto violenze e privazioni – rileva Save the Children – sono stati costretti a rimanere in mare per la mancanza di volontà di trovare un accordo sul porto di approdo della Sea-Watch: la salvaguardia delle vita umana è stata messa in secondo piano, prolungando ingiustamente e in maniera irresponsabile la sofferenza delle persone a bordo”. Ricordando che nei giorni scorsi, oltre 40 organizzazioni attive per i diritti dei minorenni e di migranti e rifugiati, tra cui Save the Children, hanno chiesto al premier Conte di intervenire in questa direzione, l’Ong sottolinea che “ad oggi, in mancanza di una assunzione di responsabilità dei governi, il capitano della Sea-Watch ha deciso di sbarcare a Lampedusa i migranti a bordo della nave: a questo punto – continua Save the Children – ci aspettiamo che i minorenni e le persone a bordo, vengano fatte scendere al più presto, dando loro cure e assistenza. Save the Children come sempre è pronta a fare la sua parte garantendo supporto ai minori non accompagnati”.
Per Save the Children, “cercare di impedire, scoraggiare, ostacolare le operazioni salvavita di Ong e navi commerciali è pericoloso e mette a rischio la vita dei naufraghi, oltre a violare la Costituzione italiana e il diritto internazionale”.

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