Sea-Watch 3: Morcone (Cir), “garantire un porto sicuro non è concessione buonista ma dovere”

“Salvare vite in mare e garantire un porto sicuro non è una concessione buonista ma un dovere”. Lo afferma Mario Morcone, direttore del Centro italiano rifugiati (Cir), commentando l’ingresso della nave Sea-Watch 3 in acque italiane, nonostante il divieto del ministro dell’Interno Salvini e le nuove norme contenute nel Decreto sicurezza bis. “Le norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (Unclos) stabiliscono che le navi di tutti gli Stati possono transitare nel mare territoriale di un altro Stato, a condizione che il passaggio sia continuo e rapido – precisa -. Sono consentiti la fermata e l’ancoraggio se dovuti a forza maggiore o a condizioni di difficoltà, ovvero se finalizzate a prestare soccorso. Il caso di 42 persone, alcune delle quali minori, in mare da 13 giorni, partite da un Paese come la Libia, dopo aver sicuramente fronteggiato grandi difficoltà ed essere state vittime di violenza, è in linea con quanto disposto da tali norme. Le persone vanno fatte sbarcare”.

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