Migranti: Ramonda (Apg23), “rivedere norme decreto sicurezza bis”. “Chiediamo dialogo, cuori e porti aperti verso chi arriva”

“Il rafforzamento sociale della capacità di rispondere in maniera nonviolenta alle difficoltà e dell’attitudine alla solidarietà giocano un ruolo fondamentale nel prevenire e risolvere i conflitti. La cultura della dignità di ogni essere umano in qualunque condizione, in qualsiasi stato, e la solidarietà sono la chiave per la coesione sociale. Ogni politica di migrazione deve partire da questi presupposti. Riteniamo la scelta dell’accoglienza imprescindibile”.Lo afferma Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23). “I profughi in mare vanno soccorsi, salvati e integrati, privilegiando i corridoi umanitari. Ribadiamo con forza che quando questi fratelli e sorelle sono in pericolo, sono in mare, il diritto alla vita e a essere salvati è sacro e non è possibile criminalizzare la solidarietà. L’Italia anzi dovrebbe diventare una superpotenza della nonviolenza, istituendo un ministero della Pace e tagliando le spese militari”.
Negli ultimi tre anni, ricorda Ramonda, “abbiamo più che triplicato la vendita di armi, in particolare armi utilizzate nei conflitti che insanguinano Africa e Medio Oriente. È una vergogna! Vendiamo armi all’Arabia Saudita che le utilizza contro lo Yemen, in una catastrofe umanitaria che si consuma nel silenzio generale: oltre seimila morti, 2,5 milioni di sfollati, abusi, crimini di guerra. Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. E la maggior parte delle vittime sono bambini. Come possiamo far finta di niente?”.
“Auspichiamo – conclude Ramonda – che in sede di conversione del decreto sicurezza bis si rivedano le norme mettendosi in ascolto delle tante voci della società civile che si stanno alzando, insieme, in questi giorni. Chiediamo, come dice il Papa, dialogo, cuori e porti aperti verso chi arriva qui per cercare un futuro migliore”.

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