Economia: Istat-Ifo-Kfo, nel secondo trimestre 2019 rallenta la crescita del Pil nell’area euro. Attesa un’accelerazione nella seconda metà dell’anno

Dopo l’espansione dello 0,4% nel primo trimestre 2019, il Pil dell’area dell’euro è atteso rallentare nel secondo trimestre, condizionato dalla prevista flessione della produzione industriale, mentre nei trimestri successivi si registrerebbe un lieve recupero (+0,4% in entrambi i successivi trimestri). È quanto emerge dall’“Euro-zone economic outlook” (Ezeo) diffuso oggi da Istat, Leibniz Institute for Economic Research at the University of Munich (Ifo) e Kof Swiss Economic Institute secondo cui “le prospettive sono soggette a rischi al ribasso per effetto dell’inasprimento dei conflitti commerciali e di una hard-Brexit”.
“L’inflazione totale – si legge in una nota – potrebbe segnare un nuovo rallentamento, condizionata dall’andamento dei prezzi energetici”. Secondo i tre istituti, “le prospettive per l’area dell’euro presentano diversi rischi al ribasso, legate all’incertezza sulla gestione della Brexit. Un ulteriore elemento sfavorevole potrebbe riguardare l’introduzione di nuove tariffe degli Stati Uniti nei confronti delle autovetture provenienti dai paesi europei”. “Entrambi i fattori – si legge nell’Ezeo – potrebbero condizionare negativamente il percorso di crescita della zona euro”.
Nel primo trimestre, precisa il rapporto, la crescita del Pil è stata trainata principalmente dalla domanda interna, caratterizzata sia da un andamento positivo dei consumi privati (+0,5%) e, in misura maggiore, degli investimenti fissi lordi (+1,1%), spinti dalla ripresa di quelli in costruzioni. Nello stesso periodo, la produzione industriale ha registrato un significativo rimbalzo congiunturale (+0,9% rispetto al trimestre precedente), sostenuta da beni di consumo durevoli e non durevoli. Nello scenario previsivo la produzione industriale dovrebbe diminuire nel secondo trimestre (-0,3%) per poi crescere nuovamente nei trimestri successivi (+0,3% sia per il terzo sia per il quarto trimestre).
Il mercato del lavoro continua a fornire segnali positivi: nel primo trimestre è aumento il numero di occupati (+0,3%) mentre ad aprile, il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente (7,6%), il livello più basso dalla fine del 2008. Nello scenario previsivo le spese per consumi privati aumenterebbero con lo stesso ritmo del Pil.
Infine, per i prossimi mesi si prevede un’ulteriore fase di moderazione dell’inflazione (+1,1% nel terzo trimestre) cui seguirebbe un lieve recupero (+1,3%).

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