Aree interne: mons. Accrocca (Benevento), “contro lo spopolamento serve una progettualità strategica che non privilegi ottiche particolari”. No a “protagonismi”

“Oggi il nostro territorio sta morendo: ogni anno perdiamo nella sola provincia di Benevento un paese di giovani, quelli che restano sono i vecchi. In Campania un’altra area di crisi, con problematiche diverse, è la Terra dei fuochi. Anche se qui, in alcune zone, ci sono questioni riguardanti i rifiuti: nel comune di Sassinoro, al confine con il Molise, s’intendeva tempo fa realizzare una discarica che si è tentato di bloccare perché c’era il rischio di inquinare le falde del Tammaro, la riserva d’acqua di Campolattaro. Quindi, a noi non mancano problemi di questo tipo, ma il dato più macroscopico è lo spopolamento del territorio progressivo e inarrestabile, che porta via i giovani, che fanno famiglia e figli”. Lo dice, in un’intervista al Sir, mons. Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento, alla conclusione del primo Forum degli amministratori campani, promosso dai vescovi della metropolia beneventana proprio per cercare assieme soluzioni per le difficoltà che affliggono le aree interne che ricadono nei loro territori diocesani. Ma cosa chiedono i vescovi alle istituzioni? “Un’attenzione, una progettualità seria, che tenga conto della globalità dei fattori in gioco – risponde mons. Accrocca -. A Benevento, ad esempio, è stata realizzata l’Università, ma gli studenti non possono raggiungere la domenica sera la città per essere sul posto il lunedì mattina presto perché non ci sono treni. Il problema dei trasporti e delle infrastrutture per le zone interne è fondamentale. Chiediamo una progettualità che non sia a compartimenti stagni ma strategica, che guardi le problematiche su media e lunga distanza. Una progettualità che non privilegi le ottiche particolari, il campanile. Insomma, bisogna agire pensando che il bene del tutto precede quello della singola parte, evitando i protagonismi”.

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