Notizie Sir del giorno: Sea-Watch 3, Tria su procedura Ue, Comece, Repubblica Centrafricana, Eritrea, lotta alla droga, incendio Frosinone

Sea-Watch 3: Corte di Strasburgo, no allo sbarco in Italia ma fornire assistenza alle persone vulnerabili sulla nave

(Strasburgo) Arriva dalla Corte europea dei diritti dell’uomo la conferma della notizia circolata in giornata: i giudici di Strasburgo hanno deciso di “non indicare al Governo italiano la misura provvisoria richiesta dalle ricorrenti nel caso ‘Rackete e altri contro Italia’ concernente una richiesta di sbarco in Italia” dei migranti portati in salvo dalla nave Sea-Watch 3. La Corte ha inoltre “indicato al governo italiano di continuare a fornire l’assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute che si trovano a bordo della nave”, ferma in mare da 12 giorni. L’articolo 39 del Regolamento della Corte, precisa una nota di Strasburgo, “consente alla Corte di indicare misure provvisorie a qualsiasi Stato che sia parte della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Queste sono misure di emergenza che, secondo la prassi della Corte, si applicano solo in caso di rischio imminente di danno irreparabile”. I giudici hanno quindi stabilito di respingere il ricorso di Carola Rackete, capitano della nave Sea-Watch 3, e di una quarantina di persone, cittadini di Niger, Guinea, Camerun, Mali, Costa d’Avorio, Ghana, Burkina Faso e Guinea Conakry. I ricorrenti avevano presentato domanda il 21 giugno alla stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, che ora ha dato ragione alla posizione assunta dal governo italiano, che nel frattempo aveva fatto sbarcare 11 persone: minori, donne incinte e ammalati. In giornata, dai migranti sulla nave è arrivato la richiesta-appello: “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere. Chiediamo aiuto all’umanità”. (clicca qui)

Economia: Tria (ministro), “non vedo ostacoli per un accordo con la Commissione europea”. “Ottimista” sulla procedura Ue

Sulla trattativa con la Commissione europea “non vedo ostacoli per un accordo”. Lo ha affermato oggi il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, parlando al Seminario di Economia internazionale di Villa Mondragone. “Per un’economia a crescita zero – ha spiegato –, un obiettivo di un deficit pubblico del 2,1% per l’anno corrente rappresenta una politica di bilancio più che prudente, e stiamo raggiungendo questo livello di deficit grazie ad una gestione prudente di finanza pubblica anche se stiamo implementando le politiche sociali previste decise con l’ultima legge di bilancio”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che “per il futuro l’idea è di mantenere basso il deficit e continuare nell’obiettivo di ridurre il debito non attraverso tasse più alte ma attraverso le minori spese correnti”. “Su queste basi – ha precisato – riteniamo che l’Italia sia sostanzialmente conforme alle regole di bilancio europee e per questo motivo sono ottimista riguardo la procedura per deficit eccessivo”. (clicca qui)

Comece: don Manuel Barrios Prieto futuro segretario generale. Succederà a padre Poquillon dal 1° settembre

(Bruxelles) Don Manuel Barrios Prieto sarà il prossimo segretario generale della Comece, Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Barrios Prieto succederà a padre Olivier Poquillon il prossimo 1° settembre; il suo mandato, secondo il nuovo statuto della Comece, durerà quattro anni. “Con il nuovo segretario generale, la Comece – si legge in una nota – continuerà la sua missione di dialogo con le istituzioni dell’Ue, lavorando per il bene comune e promuovendo prospettive cattoliche su temi di competenza della stessa Unione europea”. Nato a Madrid nel 1962, don Manuel Barrios Prieto, dopo aver passato l’infanzia e la giovinezza a Roma studiando in una scuola inglese, è stato ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano nel 1988, essendosi formato presso il Pontificio seminario romano maggiore. Ha studiato filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana, ottenendo il titolo di dottore in Teologia nel 1998 e si è laureato in psicologia presso un’università statale spagnola. È riconosciuto come psicologo europeo specializzato in psicoterapia dalla European Federation of Psychologists’ Associations. Dal 2011 è direttore del Segretariato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale spagnola e da venti anni è parroco della parrocchia di Santa Catalina de Alejandría a Madrid. (clicca qui)

Repubblica Centrafricana: messaggio dei vescovi, “il popolo è stanco dell’ipocrisia degli accordi di pace”

“Il popolo è stanco dell’ipocrisia che caratterizza la firma dei diversi accordi” di pace, “firmati ma al tempo stesso violati dagli stessi firmatari”: lo affermano i vescovi della Repubblica Centrafricana, in un messaggio reso noto a conclusione dell’assemblea della Conferenza episcopale a Bossangoa. La crisi, iniziata nel 2013, non si è conclusa nemmeno con gli ultimi accordi di pace firmati nel febbraio scorso a Khaourtum. I gruppi armati continuano a tenere il controllo di buona parte del Paese, con decine di attacchi e violenze ogni settimana. “Chiediamo il ritorno senza condizioni dell’autorità dello Stato su tutto il territorio centrafricano”, scrivono i vescovi nel messaggio, firmato – tra gli altri – da mons. Nestor-Désiré Nongo Aziagbia, vescovo di Bossangoa e presidente della Conferenza episcopale, e dal card. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui. Quello che potrebbe veramente aiutare la popolazione centrafricana “nel cammino verso la pace e la riconciliazione – osservano – è spesso sacrificato sull’altare degli interessi egoistici. Inoltre, la gestione dei nostri beni immobiliari e del nostro ‘stato civile’ sono svenduti agli stranieri. La mancanza di una politica nazionale per la gestione dei pascoli, la conquista e l’occupazione progressiva di territori coltivabili da parte di gruppi armati o mercenari stranieri si susseguono, con il rischio di provocare una grave carestia”. (clicca qui)

Eritrea: p. Zerai (Habeshia), “continuano irruzioni nelle cliniche cattoliche, anche scuole a rischio. Arrestata una suora”

“Il silenzio dell’Italia su quanto sta accadendo in Eritrea è surreale. Il dramma del popolo eritreo è taciuto per interesse economico e geopolitico”: è l’ennesima denuncia di don Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, in merito agli ultimi, recenti, episodi di persecuzione nei confronti della minoranza cattolica: il 12 giugno scorso militari e poliziotti hanno fatto irruzione nelle cliniche cattoliche per requisirle forzatamente. In Eritrea la Chiesa gestisce 29 cliniche, al servizio di 200.000 persone ogni anno. “Il regime ieri ha sfondato le porte delle cliniche in diverse località nelle diocesi di Barentu e Keren – racconta oggi don Zerai -. Una suora è in prigione perché non ha voluto dare le chiavi della sua clinica”. Al sacerdote eritreo sono giunte voci che il governo “si sta preparando a fare lo stesso con le nostre scuole, che sono più di 50”. “La situazione eritrea che si sperava migliorasse dopo la firma della pace con la vicina Etiopia invece va peggiorando – commenta -. Assistiamo ad una recrudescenza contro i fedeli in preghiera in diverse parti del Paese, è il caso dei pentecostali o dei cinque monaci ortodossi arrestati, tra cui tre ultrasettantenni”. (clicca qui)

Lotta alla droga: Cnca, Fict, Federserd, Intercear e Sitd, “non più rinviabili Conferenza nazionale, Livelli essenziali e revisione legge 309”

“Avviare al più presto un tavolo di confronto nazionale per preparare una grande, partecipata Conferenza nazionale sulle droghe, con l’obiettivo di ripensare – insieme – il sistema di intervento”. “Applicare realmente i Livelli essenziali di assistenza per Sert, comunità, riduzione del danno, gioco d’azzardo patologico, assicurando la necessaria copertura finanziaria”. “Aprire un processo di revisione della legge sulle droghe 309, del tutto inadeguata. Un processo aperto, pragmatico, innovativo”. Sono le tre richieste rivolte alle istituzioni e alla politica da Cnca, Fict, Federserd, Intercear e Sitd, riunite oggi a Roma in un convegno in occasione della Giornata internazionale sulle droghe che si celebra ogni anno il 26 giugno. “Mentre l’interesse di alcuni partiti rimane concentrato solo sulla cannabis, i dati ci dicono che dobbiamo fare i conti con il ritorno dell’eroina, un aumento delle overdose, un impressionante numero di nuove sostanze psicoattive, modi inediti di procurarsi le sostanze come il dark web”, sottolineano Cnca, Fict, Federserd, Intercear e Sitd, secondo cui “è urgente che istituzioni e forze politiche facciano i conti con la realtà del fenomeno droghe invece di ignorarlo o, peggio, utilizzarlo per conquistare consenso riproponendo la vecchia ricetta, totalmente fallimentare, della sola repressione”. (clicca qui)

Incendio a Frosinone: Commissione diocesana cura Creato, “quanto tempo continuerà lo scempio di questa bella terra?”

“L’incendio che si è sviluppato domenica presso i depositi della Mecoris ha contribuito ad inquinare ulteriormente la Ciociaria, già duramente provata dai veleni della Valle del Sacco e dalle polveri sottili che riempiono le città… Un’immagine surreale riassume tutta la preoccupazione per questo evento: la processione del Corpus Domini 2019, con centinaia di fedeli e ragazzi che portano Gesù eucaristico per le vie della città e la colonna di fumo nera che si innalza sul cielo azzurro di Frosinone”. La denuncia viene, in una nota diffusa oggi, dalla Commissione diocesana per la cura del Creato di Frosinone-Veroli-Ferentino, che, “in attesa degli accertamenti delle competenti autorità”, chiede: “Quanto tempo continuerà lo scempio di questa bella terra, che a metà del secolo scorso era ancora un esempio di biodiversità? Quanto ancora si deve aspettare per intervenire nella bonifica delle numerose discariche della provincia di Frosinone? Se sono stati necessari 81 milioni di euro per bonificare negli anni solo poche discariche, a che cosa serviranno i 53 milioni di euro da poco stanziati? Per fare un’ennesima commissione da pagare, come altre di cui siamo esperti, che dovrà studiare che cosa si deve fare (come se non si sapesse!) o per intervenire in maniera seria almeno su qualcosa? Quanto dovranno aspettare le bonifiche della orribile discarica di Via Le Lame o il sito della ex Olivieri di Ceprano, dove sono interrati rifiuti altamente tossici, per fare due esempi tra i tanti?”. (clicca qui)

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