Formazione: presentato oggi a Napoli il nuovo Dipartimento di diritto canonico

Oggi è stato presentato il nuovo Dipartimento di diritto canonico della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale (Pftim), che dal prossimo anno accademico offrirà un percorso di studi finalizzato al conseguimento del diploma in consulenza matrimoniale e familiare di II livello, per formare figure professionali coinvolte nella pastorale familiare pregiudiziale e figure ausiliarie nel processo di nullità matrimoniale.
Alla conferenza, incentrata sul tema “Famiglia, minori e giornalismo di verità tra deontologia e diritto canonico”, hanno preso parte, tra gli altri, l’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, il secano della sezione san Tommaso della Pftim don Francesco Asti, il presidente dell’Ucsi Campania Giuseppe Blasi, il direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio.
«Già dal 2004, l’allora arcivescovo di Napoli, card. Michele Giordano, aveva spronato i vari responsabili della sezione nel ricostituire la Facoltà di diritto canonico, che per vari motivi storici era in quiescenza. Ma solo con il card. Sepe, che si è impegnato con le autorità ecclesiastiche vaticane, il sogno è divenuto realtà”, ha detto don Asti. Il decano ha poi auspicato che quello di diritto canonico possa essere un “Dipartimento aperto e sensibile alle esigenze della nostra gente”, punto di riferimento non solo per teologi e canonisti, ma anche per avvocati, notai, giornalisti e studiosi dell’area umanistica, perché “il fare rete è ormai un’esigenza dei tempi”.
Nelle conclusioni il card. Sepe ha raccontato il tortuoso iter che ha portato alla nascita del Dipartimento, definendolo come “un cammino duro di anni: se dovessi scrivere tutte le difficoltà che ho incontrato per arrivare a questo traguardo, come dice San Giovanni, non basterebbe la carta di tutto il mondo. Un cammino che ha visto il coinvolgimento di San Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e poi di Papa Francesco. Alla fine la Provvidenza ha voluto che si arrivasse a questa conclusione. E dobbiamo ringraziare la Provvidenza che ha voluto che anche noi dessimo una risposta adeguata ad una esigenza dei tempi”.

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