Commissione Ue: Jourova, “non sono ammessi doppi standard” per prodotti alimentari con la stessa etichettatura

(Bruxelles) I risultati di uno studio voluto dalla Commissione europea per “meglio comprendere il fenomeno delle differenze di qualità dei prodotti”, a parità di etichettatura, sono stati pubblicati oggi. Sui circa 1400 prodotti alimentari esaminati da 19 Paesi diversi dell’Ue il Centro comune di ricerca (Jrc, il servizio interno della Commissione europea per la scienza e la conoscenza) ha riscontrato che “il 9% dei prodotti messi a confronto differiva per composizione sebbene la parte anteriore della confezione fosse identica”, mentre il 22% dei prodotti, diversi per composizione aveva una confezione simile. “Nel mercato unico europeo non saranno ammessi doppi standard”, ha dichiarato Vera Jourova, commissaria responsabile per i consumatori. Sebbene queste irregolarità non abbiano base geografica, questo metodo di analisi permetterà di “effettuare caso per caso verifiche necessarie a individuare le pratiche ingannevoli vietate dal diritto dei consumatori dell’Ue”. Era stato il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ad affrontare il problema delle differenze di qualità dei prodotti nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2017: da allora la Commissione europea ha chiarito i casi in cui le differenze di qualità dei prodotti costituiscono una pratica ingannevole grazie al “new deal” per i consumatori; ha definito una metodologia comune per l’analisi dei prodotti alimentari; ha offerto orientamenti per assistere le autorità nazionali nell’applicazione del diritto dei consumatori; ha analizzato i prodotti secondo una stessa metodologia in tutta l’Ue, per meglio comprendere il fenomeno delle differenze di qualità dei prodotti; ha destinato oltre 4,5 milioni di euro alla risoluzione del problema.

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