Messico: Fore (Unicef), “circa 15mila bambini e giovani arrivati nei primi quattro mesi del 2019”

“Circa 15.500 bambini e giovani migranti sono stati registrati dalle autorità messicane per la migrazione nei primi quattro mesi dell’anno, 130 al giorno, secondo le ultime stime dell’Istituto nazionale per le migrazioni. Questa cifra rappresenta un aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. Lo dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, dopo tre giorni di missione in Messico. “La maggior parte di questi bambini e giovani provengono da Honduras, Guatemala ed El Salvador, paesi dove il tasso di omicidi adolescenziali è tra i più alti al mondo”, osserva Fore. Che evidenzia anche come il Messico accolga da tempo anche i migranti che sono stati rimpatriati dagli Stati Uniti. “Se non si affrontano le cause profonde di questi flussi migratori, è improbabile che la situazione cambierà”. Nel corso della sua missione, il direttore generale dell’Unicef ha riferito di aver incontrato persone che “aspettavano che la loro domanda di asilo negli Stati Uniti fosse esaminata”, “altri sono stati arrestati mentre cercavano di entrare negli Stati Uniti”, “altri ancora hanno vissuto per la maggior parte della loro vita negli Stati Uniti, ma sono stati rimpatriati e ora devono affrontare un futuro incerto”. “Ovunque si trovino e qualunque sia la loro storia, questi bambini sono prima di tutto e soprattutto bambini. Hanno bisogno di essere protetti in tutte le fasi del loro viaggio migratorio”, sostiene Fore. Di qui l’appello ai Paesi a “mantenere le famiglie unite” e a “trovare alternative alla detenzione dei bambini in base al loro status migratorio, come le famiglie affidatarie o le case famiglia”. “Un approccio di successo per la crisi migratoria in America centrale richiede l’impegno e il coordinamento di tutti i paesi coinvolti. Solo così potremo affrontare collettivamente le cause profonde della migrazione, identificare, realizzare e difendere le opportunità future per i bambini e i giovani e difendere i diritti dei bambini che migrano”.

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