Rifugiati: Unhcr, campagna di solidarietà “Un miliardo di miglia per la salvezza”

(da New York) “1 billion miles to safety – Un miliardo di miglia per la salvezza” è il titolo della campagna internazionale che l’Agenzia per i rifugiati dell’Onu (Unhcr) ha lanciato per creare un movimento globale di solidarietà con le famiglie costrette a fuggire dalle loro case. L’impegno è quello di correre, camminare, pedalare per coprire in 12 mesi un miliardo di miglia: la distanza che i rifugiati percorrono, ogni anno, per raggiungere un luogo sicuro. Dal Sud Sudan all’Uganda, dal Myanmar al Bangladesh, dalla Siria alla Giordania i rifugiati afrontano viaggi lunghi e pericolosi pur di salvarsi. Eva di nove anni ha lasciato il Sud Sudan dopo che il suo villaggio era stato raso al suolo e i genitori, assieme al fratello, erano stati uccisi. Ha camminato da sola 6 giorni prima di giungere al confine con l’Etipia, dove una donna l’ha sfamata, rivestita e inviata al centro aperto dall’Unhcr più vicino al confine. Da lì Eva ha camminato altri tre giorni prima di raggiungere un centro di accoglienza etiope che gli ha restituito una comunità e sta provvedendo alla sua istruzione.
“È stato un viaggio terribile, abbiamo dovuto attraversare una giungla e scalare colline enormi”, racconta Alin, che è fuggita dal Myanmar e ha portato con sé i suoi due bambini, camminando per dieci giorni finché hanno raggiunto un luogo sicuro. La campagna dell’Onu mira a implementare una migliore conoscenza e comunicazione sulla situazione dei rifugiati e si promette di raccogliere fondi per proteggere le persone fuggite ma anche per garantirgli un futuro. L’Unhcr nel lanciare quest’azione mondiale ha voluto sfatare dei luoghi comuni attorno a chi fugge per guerra o persecuzione. “I rifugiati sono tali perché non possono tornare nella loro casa e nel loro Paese e spesso fuggono in Paesi vicini, in cui però si continua a coltivare la speranza di tornare un giorno nella propria comunità”, spiega il portavoce dell’Agenzia. Solo l’1% è dislocato in paesi terzi e meno di un terzo vive in un campo profughi. La Turchia, oggi, ospita il maggior numero di rifugiati, seguita da Pakistan, Uganda e Libano. Nonostante la controversa gestione della politica migratoria e le criticità verso le organizzazioni internazionali, gli Usa hanno appoggiato le finalità della campagna e le sue concretizzazioni: cibo, acqua, protezione salvavita, garanzia e salvaguardia dei diritti umani, perché “gli Stati Uniti sono al fianco dell’Unhcr per un mondo senza più rifugiati”.

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