Giornata rifugiato: vescovi peruviani, “incoraggiare meccanismi di accesso allo status”

“In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, come Conferenza episcopale peruviana vogliamo incoraggiare i vari Stati del continente, e in particolare il nostro, a rafforzare i meccanismi di accesso allo status di rifugiati e ad adottare un’adeguata definizione di rifugiato, che garantisca pienamente i diritti delle persone rispetto alla mobilità. Allo stesso tempo esortiamo la società peruviana a non lasciarsi trasportare dalle ‘voci’ che incoraggiano la xenofobia, la discriminazione e la paura, ma a costruire insieme la cultura dell’incontro”. Questo l’auspicio della Conferenza episcopale peruviana, in occasione della Giornata di oggi, 20 giugno.
Si legge ancora nel messaggio, firmato dal presidente della Cep, mons. Miguel Cabrejos, e dal responsabile della Pastorale della mobilità umana, Mons. Daniel Turley: “Il nostro Paese, da molti anni, protegge le persone con questi requisiti, garantendo loro lo status di rifugiato. Al momento vivono rifugiati di diverse nazionalità, tra cui venezuelani, cubani, colombiani, palestinesi, siriani, bengalesi, srilankesi e di diversi Paesi africani”. Le persone rifugiate, fa notare il messaggio, “sono esposte a molteplici situazioni come aggressioni, traffico di migranti, frodi e altre violazioni dei loro diritti umani. Per questo motivo, la Chiesa cattolica in Perù, dinanzi a tale sfida, ha prestato particolare attenzione a fornire assistenza e protezione a queste persone. Anche se l’Assemblea generale dell’Onu il 17 dicembre 2018 ha adottato il Patto mondiale sui rifugiati, al fine di rafforzare la cooperazione e la solidarietà con i rifugiati e i Paesi ospitanti interessati da questo fenomeno, ancora molto resta da fare a favore dei rifugiati e nell’affrontare la globalizzazione dell’indifferenza”.

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