Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “no a una religione considerata solo come un bello scenario di cartapesta”

“La festa della Madonna Consolata ripropone con evidenza il fatto che Dio interviene nella storia umana con segni concreti di cambiamento che operano salvezza per tutti. La Madonna Consolata, con i suoi interventi miracolosi a favore della nostra terra, ci ricorda quanto Dio sia operante e presente nel tessuto della storia che sembra a volte dipendere tutta da noi, dalle nostre forze, volontà, progetti, impegni. E invece non è così. Proprio l’incarnazione di Cristo ci rivela che, dentro la storia umana fatta di guerre, tragedie e sofferenze, di conquiste affascinanti della scienza e della tecnica, di bellezza e di amore, c’è la presenza forte, amorevole e determinante di Dio, del suo Figlio Gesù Cristo il Dio con noi”. Lo ha detto questa mattina mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nell’omelia della Messa al santuario della Consolata, che prelude alla processione che vi sarà stasera per le vie della città. “Maria Consolata – ha spiegato mons. Nosiglia – ha rivelato con i suoi materni interventi quest’azione potente e misericordiosa di Dio e si è mostrata nella storia di Torino e del suo territorio costruttrice di pace e di solidarietà, custode di valori fondamentali per lo stesso progresso non solo spirituale ma anche culturale e sociale della nostra gente. Questo fatto dice no a una religione considerata solo come un bello scenario di cartapesta posto alle spalle del teatro dove si recita la vita e la storia degli uomini, un riferimento concettuale e virtuale che ha poco a che fare con il vissuto quotidiano del nostro amare, sperare, soffrire, progettare e lavorare”. L’arcivescovo ha espresso anche un pensiero sulla famiglia. “È la famiglia – ha detto – che ha tenuto fermi questi valori conservandoli e rinnovandoli in uno sforzo di unità costante sul piano umano, spirituale e sociale. Una famiglia stabile e solidale fondata secondo il progetto di Dio sul matrimonio tra un uomo e una donna, fonte prima della vita dei rispettivi figli, è il volano di un sano e duraturo progresso anche economico e sociale. Solo così si costruisce il futuro di un popolo. Oggi assistiamo ad un progressivo sgretolamento di questo tessuto familiare, eroso da una cultura sempre più consumista, individualista ed edonista, spesso apertamente anticristiana”. “Infine  – ha concluso mons. Nosiglia – chiedo ai sacerdoti, ai catechisti, ai membri delle associazioni e movimenti ecclesiali, di impegnarsi con iniziative assidue e capillari ad incontrare le famiglie là dove abitano e vivono, accogliendone le istanze e le necessità come appello che riguarda tutta la comunità, a dare loro fiducia sostenendole nella catechesi dei figli, nel servizio ai loro anziani e malati, nell’azione anche in campo politico e sociale per la promozione dei loro diritti. Maria Consolata, che si è mostrata Madre premurosa e dolce di consolazione verso questa terra, aiuti ogni famiglia nel suo cammino di fede e di vita e la renda feconda di nuove altre famiglie cristiane”.

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