Corpus Domini: mons. Lambiasi (Rimini), “l’eucaristia ci educa alla contemplazione”

“Cosa abbiamo da dire noi cristiani in merito alla questione ecologica, oggi diventata tanto urgente e drammatica?”: questa la domanda posta da mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, stasera, nel discorso alla città, a piazza Cavour, in occasione della solennità del Corpus Domini, dopo la Messa in cattedrale e la processione cittadina con il Santissimo Sacramento. Riprendendo la Laudato si’, ha sottolineato: “Nell’eucaristia il creato trova la sua maggiore elevazione. Nell’eucaristia Dio stesso, fatto uomo, arriva a farsi mangiare dalla sua creatura. Nell’eucaristia si può cogliere il centro vitale dell’universo. Nell’eucaristia tutto il cosmo rende grazie a Dio”. Il presule, dunque, ha sottolineato l’“ampia convergenza tra eucaristia ed ecologia”, dal momento che “l’eucaristia è anche fontana di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente”. In effetti, “il sacramento del corpo e sangue del Signore offre un triplice contributo educativo per la cura della casa comune e la custodia del creato”.
Innanzitutto, ha evidenziato il vescovo, “l’eucaristia ci educa alla contemplazione. L’eucaristia ci regala uno sguardo stupito e commosso e ci ispira un atteggiamento gratuito, disinteressato, estatico ed estetico”. Facendo riferimento alla Genesi, ha chiarito: “Soggiogare non è saccheggiare. Dominare non è depredare. Governare non è spadroneggiare. Valorizzare non è usare e abusare. La terra è di Dio: noi non possiamo ergerci a proprietari del creato. Ne siamo piuttosto custodi premurosi e onesti amministratori”.
Per il presule, “vedere Dio tutto in tutto e in tutti: questa è la profezia della santa eucaristia”. Non solo: “Lo sguardo eucaristico sul bene della terra e sui suoi beni è l’opposto di uno sguardo predatorio, compulsivo e vorace”. “La mentalità distruttiva è antica quanto il genere umano, ma in passato i danni rimanevano circoscritti a motivo del numero esiguo di abitanti e per la limitata capacità tecnologica – ha avvertito mon. Lambiasi -. La moderna civiltà industriale, se ha il merito di aver portato il benessere a intere popolazioni, possiede una aggressività micidiale. Le manipolazioni genetiche aprono la strada verso possibili catastrofi biologiche”.

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