Unione europea: p. Occhetta (La Civiltà Cattolica), “in Italia il voto più anti-europeo, rischio isolamento politico”

“L’Europa si è risvegliata dipinta di verde, il colore dei partiti ambientalisti, mentre avanzano, senza però conquistare il Parlamento, le forze populiste, in primis quella francese di Marine Le Pen e quella ungherese di Viktor Orban”. Lo scrive padre Francesco Occhetta, scrittore de La Civiltà Cattolica, in un approfondimento sugli scenari politici dopo il voto europeo pubblicato nell’ultimo numero della rivista. Elezione che “ha ridisegnato la geografa politica dell’Ue, sopportando la turbolenza sovranista”. La chiamata alle urne – sostiene il gesuita – “è stata vissuta come un referendum sull’Europa, e ciò a scapito di un dibattito per riformarla”. “Per questo, lo scenario emerso dal voto ha rimescolato le carte politiche dell’Ue e spostato le lancette dell’orologio europeo al 1979: i due polmoni politici il partito popolare e quello socialista, pur rimanendo i gruppi più votati, hanno perso la maggioranza nel Parlamento europeo – sottolinea p. Occhetta -, mentre i liberali dell’Alde e i Verdi saranno nei prossimi cinque anni l’ago della bilancia”. Guardando alla realtà italiana, lo scrittore de La Civiltà Cattolica evidenzia come “gli elettori italiani hanno incoronato la Lega, stabilizzato il Pd e ridimensionato il M5S”. “Quello italiano è stato un voto anomalo, il più anti-europeo, non più radicato nelle culture politiche tradizionali e nella partecipazione, ma nato sull’onda di un consenso che si sposta al di là di ogni previsione”. Il rischio indicato è che “l’isolamento dall’Europa determinerà per il Paese un isolamento politico”.

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