Sciopero metalmeccanici: Bentivogli (Fim-Cisl), “l’Italia del lavoro va valorizzata, non mortificata”

“Siamo scesi in piazza perché il governo in quest’anno ha mortificato l’Italia del lavoro, ha mortificato gli italiani onesti con i condoni fiscali. Si è comportato come Schettino: per qualche applauso ha rischiato di far affondare la nave. E adesso ci aspetta un autunno drammatico”. Così Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl, spiega al Sir le motivazioni per le quali oggi i metalmeccanici scioperano per otto ore manifestando in diverse piazze d’Italia. Da Milano, dove partecipa ad una delle manifestazione convocate da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, Bentivogli rimarca che “chiediamo al governo di ridurre le tasse a chi le paga abbassando l’Irpef, fare una vera lotta all’evasione fiscale, sostenere gli investimenti industriali, fare in modo che le pensioni riconoscano le diversità che ci sono nel mondo del lavoro”. Secondo il segretario generale della Fim-Cisl “ci sono tra gli 80mila e i 280mila posti a rischio” nel settore, per via delle tante vertenze aperte. Anche per questo “l’adesione agli scioperi di oggi è stata straordinaria, con punte del 95%. Le fabbriche si sono veramente svuotate e le piazze sono piene”. Da Milano, come da Firenze o da Napoli, si alza la richiesta di “cambiare assolutamente rotta immediatamente” della politica economica e industriale del governo: “Altrimenti continueremo la mobilitazione fino a quando capiranno che l’Italia del lavoro va valorizzata e non mortificata”.

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