Santa Sede-Israele: card. Parolin, “unire le forze per favorire la libertà religiosa e combattere l’antisemitismo”

“La Santa Sede e lo Stato di Israele sono chiamate ad unire le forze per favorire la libertà religiosa, di culto e di coscienza, quale condizione indispensabile per tutelare la dignità di ogni essere umano, e a lavorare insieme per combattere l’antisemitismo”. Lo ha detto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenendo ieri, al Tempio Maggiore di Roma, alla commemorazione del 25° anniversario delle relazioni diplomatiche tra lo Stato di Israele e la Santa Sede. “Lungo questi anni, la Santa Sede e lo Stato d’Israele hanno dimostrato una comune responsabilità in tale lotta, impegno ribadito dall’Accordo Fondamentale, che deve proseguire nel combattere ogni forma di intolleranza religiosa e nel promuovere la comprensione reciproca tra le Nazioni, tolleranza tra le comunità e rispetto per la dignità e la vita umana”, ha proseguito il cardinale, citando il discorso del Papa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale sulla Responsabilità degli Stati, Istituzioni e individui nella lotta all’antisemitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico, svoltasi in Vaticano il 29 gennaio 2018, in cui il Santo Padre  ha ricordato che “per costruire la nostra storia, che sarà insieme o non sarà, abbiamo bisogno di una memoria comune, viva e fiduciosa, che non rimanga imprigionata nel risentimento ma, pur attraversata dalla notte del dolore, si dischiuda alla speranza di un’alba nuova. La Chiesa desidera tendere la mano. Desidera ricordare e camminare insieme”. In questo percorso, come si legge nella dichiarazione conciliare Nostra aetate, la Chiesa, “memore del patrimonio che essa ha in comune con gli ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli ebrei in ogni tempo e da chiunque”.

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