Ue: Comitato delle Regioni, priorità per il quinquennio 2019-2024. “Politiche efficaci per battere la marea populista”

(Bruxelles) “Lavorare insieme per portare l’Ue più vicina ai suoi cittadini” è il documento preparato dal Comitato europeo delle Regioni (Cor) come contributo sul futuro dell’Europa, alla vigilia del summit europeo del 20-21 giugno in cui sarà adottata l’agenda strategica dell’Ue per il quinquennio 2019-2024. Tesi di fondo è che “tutte le decisioni e le politiche dell’Ue devono essere ancorate localmente se si vuole rafforzare la democrazia e riconquistare la fiducia dei cittadini”. Se le ultime elezioni hanno mostrato “che la stragrande maggioranza dei cittadini crede ancora al loro futuro in un’Ue unita”, ha dichiarato Karl-Heinz Lambertz, presidente CdR, “la marea del populismo e dell’euroscetticismo sta crescendo” e quindi “l’Ue deve diventare più visibile, efficace e reattiva ai bisogni dei cittadini modificando il modo in cui funziona” nel senso del “rafforzamento e coinvolgimento del milione di politici locali e regionali eletti negli Stati membri dell’Ue”. Il documento indica come metodo decisionale quello della “sussidiarietà attiva”, e il coinvolgimento delle autorità regionali in ogni fase del processo legislativo. Serve una “governance a più livelli”, con più decentramento e una migliore divisione dei poteri. Per il CdR è necessario inoltre “istituire un sistema permanente di dialoghi o consultazioni coi cittadini”, oltre i periodi pre-elettorali. Tra le proposte del CdR quella di dotare il prossimo piano finanziario di risorse corrispondenti all’1,3% del Pil dell’Ue27.

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