Sant’Antonio di Padova: santuario gremito dalle prime ore del mattino. Pellegrini da vari Paesi europei. Alle 21 l’ultima Messa

Basilica gremita stamani sin dalla prima messa della ore 6, per la festa di Sant’Antonio di Padova, con tutti i posti a sedere occupati. Come sempre un grande abbraccio dai padovani e dai pellegrini di tutto il mondo giunti oggi in basilica. Stamani già dalle ore 5.30 i pellegrini erano in attesa di entrare in basilica. Dalla metà della mattinata si sono iniziate a formare code sul sagrato per accedere al Santuario dalla Porta Nord ed arrivare, secondo il percorso designato, alla tomba del Santo, sorvegliata di volontari e alla cappella delle reliquie. Alle ore 14.30 erano già oltre 3.000 i passaggi segnati dal contapersone.
A pieno regime la macchina organizzativa messa in campo dai frati: una ventina di frati nella Penitenzieria, per ascoltare e assolvere i pellegrini dalle 5.45 di stamani, sino alle 19.30.
Sono 11 le Sante Messe in programma in questa giornata di festa: la prima alle ore 6 del mattino e l’ultima alle 21. “L’unità di fede non scoraggia la pluralità e il pluralismo, anzi crea contesti in cui la diversità diventa ricchezza, ricerca di strade nuove, scoperta di sintesi sempre nuove”, ha detto, nell’omelia del pontificale delle 11, mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, che ha aggiunto: “L’unità delle nostre comunità e di tutti noi cristiani ha segni visibili a cui poter guardare. In essi riconosciamo che l’unità ci precede e viene garantita dal Signore. Il santo Padre, il vescovo di Roma, ad esempio è il segno visibile e garante dell’unità, voluta da Dio e realizzata da Gesù, della Chiesa universale. Tutti i cristiani, dunque, a qualunque popolo appartengano sono raggiunti dall’attenzione e dal servizio del vescovo di Roma che tesse continuamente fili di comunione: Uomini e donne di ogni lingua e di ogni continente, soprattutto i nostri fratelli più poveri ed esclusi. La nostra comunione con il Santo Padre è adesione personale e comunitaria alla carità che ci unisce a tutte le Chiesa e a tutti i cristiani del mondo intero”.
Alle ore 13, in basilica, la celebrazione, per il quarto anno, in lingua degli albanesi che sono giunti in oltre un migliaio dalle regioni italiane e da tutti paesi europei nei quali risiedono: Austria, Svizzera, Croazia, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca. “Siamo radunati oggi nella festa di Sant’Antonio con tantissimi albanesi cattolici e non cattolici – ha salutato padre Nikson Shabani – siamo venuti qui dai tanti paesi d’Italia e da tanti paesi d’Europa nei quali risiediamo, perché gli albanesi rispettano tantissimo il Santo e tra il popolo albanese vi sono moltissimi devoti. In Albania infatti vi è uno dei più grandi santuari a lui dedicato d’Europa e nel Kosovo sono cinque le parrocchie che oggi festeggiano. Siamo qui tutti insieme per portare a Sant’Antonio le nostre preghiere e le nostre intenzioni e a lui chiediamo pace e benedizione per tutte le nostre comunità”.

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