Irlanda: appello dei vescovi “a ritrovare il rispetto per ogni persona umana, senza eccezioni, e a eliminare ogni linguaggio offensivo”

“Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per l’aumento del numero di episodi di razzismo, xenofobia e intolleranza religiosa in Irlanda, a volte perpetrarti anche da chi si considera cristiano, compiuti anonimamente o meno sui social media, con attacchi verbali aperti o violenze fisiche”. Sono i vescovi irlandesi, che al termine dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale, conclusasi ieri a Maynooth, si esprimono su questo fenomeno, che sta emergendo anche in Irlanda. “Facciamo appello a ritrovare il rispetto per ogni persona umana, senza eccezioni, e a eliminare ogni linguaggio offensivo”. I vescovi indicano come via per arginare questo problema il “costruire relazioni a livello locale in modo che tutti possano sentirsi benvenuti”, e chiedono la collaborazione di “genitori, insegnanti, giovani, responsabili giovanili, sacerdoti e religiosi, giornalisti, politici, datori di lavoro e agli allenatori sportivi”. A Maynooth i vescovi si sono confrontati anche sul tema della revisione prevista dal ministro competente, delle linee guida per l’educazione relazionale e sessuale che si fa nelle scuole irlandesi: i vescovi la considerano “opportuna” e necessaria per offrire risorse “in una realtà sociale e culturale che sta cambiando”. Nella loro riflessione i vescovi hanno anche “apprezzato” il recente documento della Congregazione per l’educazione cattolica “Maschio e femmina li creò”. I vescovi hanno affidato all’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin l’incarico di partecipare a una riunione dei rappresentanti di Chiese, comunità religiose e organizzazioni non confessionali con il primo ministro Leo Varadkar, il 4 luglio.

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