Diocesi: Pescara-Penne, al parco “Villa De Riseis” la “Tavolata italiana senza muri”

Anche la diocesi di Pescara-Penne aderisce alla “Tavolata italiana senza muri”, iniziativa nazionale promossa da Focsiv, che si terrà sabato in oltre 25 città italiane. Obiettivo dell’iniziativa – che a Pescara si terrà al parco “Villa De Riseis” in via Puccini – è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e far presente che non tutti i cittadini sono dalla parte del razzismo e dell’esclusione, ma anzi molti sono a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore. Tutti insieme intorno ad un tavolo, in un luogo simbolo, con un gesto altamente simbolico: la condivisione del medesimo cibo. A Pescara la Tavolata è organizzata dalla Fondazione Caritas dell’arcidiocesi Pescara-Penne onlus in collaborazione con Agesci Abruzzo, Masci, Slow Food condotta di Pescara, Azione cattolica, Csv Pescara e Forum terzo settore Abruzzo e con il patrocinio di comune e Provincia di Pescara. “Con questo Tavolata – sottolinea don Marco Pagniello, direttore della Fondazione Caritas – chiudiamo il ciclo di eventi che abbiamo messo in campo in occasione del decennale della Festa dei Popoli. Abbiamo deciso di essere promotori di questa iniziativa nazionale sul nostro territorio perché crediamo che in questo momento storico è importante, anche nella nostra città, ribadire l’importanza di costruire percorsi di integrazione e condivisione fra popoli e culture per far cadere i muri del pregiudizio e andare oltre le paure”. “L’iniziativa – spiega Gianfranco Cattai, presidente Focsiv – nasce dal bisogno di ritornare a ritrovarsi insieme intorno ad un tavolo per parlarci e per conoscerci l’un l’altro. Nasce dall’incontro quotidiano con i poveri nelle molte periferie del mondo e dalla necessità di ricordarci che il nostro Paese è terra di migrazione, consapevoli anche che in ogni angolo del Pianeta vi abitano i figli dei migranti partiti dalle nostre regioni con poche cose e tanta speranza di avere l’opportunità di potersi costruire un futuro dignitoso e possibile”.

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