Brasile: vescovi, necessari chiarezza e ampio dialogo su punibilità omofobia

La presidenza della Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani (Cnbb), in una nota pubblicata ieri, prende posizione sul dibattito in corso alla Corte suprema federale, in merito alla punibilità dell’omofobia. “In dialogo con i settori della società che cercano di rafforzare la punizione per i casi di omofobia, la Chiesa chiede chiarezza nei processi in corso nel sistema giudiziario e legislativo”, scrivono i vescovi nel comunicato, firmato dal presidente della Cnbb, dom Valmor Oliveira de Azevedo, arcivescovo di Beo Horizonte, e dagli altri membri della presidenza.
“La libertà religiosa, che presuppone il rispetto dei codici morali radicati nella fede – prosegue la nota -, deve essere resa compatibile con le decisioni giudiziarie relative alla punibilità dell’omofobia. La dottrina religiosa non semina violenza, ma condivide un codice di condotta che promuove la difesa della vita. Informare e guidare i fedeli sul matrimonio, consigliandoli su questioni relative alla famiglia e alla condotta personale, non può essere considerato un reato contro una persona o un gruppo”.
La Cnbb “confida e spera che le autorità del potere giudiziario e legislativo, consapevoli delle proprie responsabilità, lavorino in modo adeguato, dedicandosi ad approfondire tale questione, che richiede anche una prospettiva diversa. Un tema così delicato e complesso esige di essere trattato attraverso un ampio dialogo e la riflessione di tutta la società. Pertanto, è possibile contribuire a promuovere l’armonia sociale in una società che ha bisogno di superare la polarizzazione. E a garantire sempre più l’integrità del cittadino, a partire dal rispetto fraterno che ogni persona deve coltivare nelle relazioni con il prossimo. Questo impegno richiede l’incondizionato rispetto di principi morali e religiosi intoccabili”.

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